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ULTIMO FASCICOLOMINERVA PNEUMOLOGICA

Rivista sulle Malattie dell’Apparato Respiratorio

Official Journal of the Italian Society of Thoracic Endoscopy
Indexed/Abstracted in: EMBASE, Scopus

Periodicità: Trimestrale

ISSN 0026-4954

Online ISSN 1827-1723

 

Minerva Pneumologica 2006 Marzo;45(1):17-32

 REVIEW

La terapia ventilatoria non invasiva della sindrome delle apnee ostruttive nel sonno: pressione positiva continua nelle vie aeree e non solo

Lacedonia D., Ardito M., Resta O.

Unità di malattie dell'Apparato Respiratorio Centro per i disturbi respiratori del sonno Dipartimento di Metodologia Clinicae Tecnologie Medico-Chirurgiche Università degli studi di Bari Facoltà di Medicina, Bari, Italia

La sindrome delle apnee ostruttive nel sonno (sleep obstructive apnea syndrome, OSAS) è caratterizzata da ripetute occlusioni delle vie aeree superiori spesso associate a desaturazioni, a microrisvegli (arousal) eccessiva sonnolenza diurna e altre conseguenze sulla salute con aumento della morbilità e della mortalità. La pressione positiva continua nelle vie aeree (continuous positive airway pressure, CPAP) è attualmente considerata la terapia di elezione per il trattamento dell’OSAS. La CPAP riducendo la sonnolenza diurna, riduce l’incidenza di incidenti stradali, sul lavoro e a casa, ma ha anche effetti benefici su altri apparati primo fra tutti quello cardiocircolatorio riducendo il rischio cardiovascolare e l’ipertensione diurna, anche se, a questo proposito, non vi sono studi inequivocabili. Per stabilire la corretta pressione è opportuno titolare manualmente la CPAP in un laboratorio del sonno durante una polisonnografia in modo da ottenere l’eliminazione di apnee, ipopnee, russamento e la frammentazione del sonno. Seppur preferibile, non sempre è possibile effettuare la titolazione manuale; pertanto anche altre opzioni possono essere prese in considerazione per effettuare la titolazione. Le auto-CPAP, dette anche “CPAP intelligenti“, possono essere usate sia per la titolazione, prima di passare alla terapia con CPAP a pressione costante, sia nella terapia a lungo termine. In alcuni pazienti, che richiedono elevate pressioni o presentano ipoventilazione alveolare, è, inoltre, possibile l’utilizzo della BiPAP. I principali effetti collaterali associati all’uso della CPAP sono: secchezza delle fauci, rinorrea, congestione nasale, claustrofobia e intolleranza alla maschera. Inoltre molti pazienti non possono o sono scarsamente tolleranti all’uso della CPAP, per tale motivo sono state sviluppate altre strategie terapeutiche alternative alla ventilazione non invasiva. Tra queste, innanzitutto, la riduzione del peso corporeo sia come trattamento sia nella prevenzione dell’OSAS, essendo l’obesità uno dei principali fattori di rischio. I pazienti affetti da OSAS dovrebbero astenersi dall’alcool perché riduce il tono dei muscoli delle vie aeree superiori e, quindi, predispone all’occlusione. Anche l’uso di benzodiazepine, narcotici e barbiturici deve essere sconsigliato. Al momento vi sono pochi farmaci utilizzati nella terapia dell’OSAS, tra questi, in particolare, medrossiprogesterone e alcuni antidepressivi triciclici come la protriptilina, ma il loro uso è ancora controverso. Gli oral appliance, introdotti abbastanza recentemente nella terapia dell’OSAS, seppure ancora poco studiati, possono essere presi in considerazione soprattutto nel trattamento del russamento. Infine l’approccio chirurgico, che va riservato soprattutto ai pazienti con anomalie anatomiche che sostengono la patogenesi dell’OSAS. In ogni caso, nessuno di questi trattamenti si è dimostrato superiore alla CPAP. Nella pratica clinica solo un ristretto gruppo di pazienti può trarre beneficio da terapie alternative alla CPAP.

lingua: Italiano


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