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MINERVA PNEUMOLOGICA

Rivista sulle Malattie dell’Apparato Respiratorio


Official Journal of the Italian Society of Thoracic Endoscopy
Indexed/Abstracted in: EMBASE, Scopus, Emerging Sources Citation Index


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Minerva Pneumologica 2005 Marzo;44(1):1-6

lingua: Inglese

Autofluorescence bronchoscopy

Islam S., Beamis J. F. Jr.


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La broncoscopia autofluorescente (AFB) sfrutta la proprietà fluorescente intrinseca del tessuto canceroso. Essa è in grado di migliorare il rilevamento di lesioni precancerose, non evidenziate con la broncoscopia a luce bianca (WLB), di un fattore compreso tra 1,3 e 2,7. È una tecnica sicura, relativamente non invasiva ed è paragonabile, per quanto riguarda la morbilità, alla broncoscopia a luce bianca. Il carcinoma a cellule squamose, la displasia e il carcinoma in situ vengono facilmente riconosciuti con la broncoscopia autofluorescente grazie al loro sviluppo superficiale. Le forme cancerose più profonde, quali l'adenocarcinoma o le lesioni localizzate perifericamente, sono difficili da identificare con la broncoscopia autofluorescente. I sistemi autofluorescenti più recenti, che non utilizzano il laser quale fonte di luce, sono meno costosi rispetto ai modelli precedenti e offrono una migliore qualità di immagini. L'attuale utilizzo della broncoscopia autofluorescente riguarda lo screening delle popolazioni ad alto rischio per lesioni precancerose o la determinazione preoperatoria della linea di ablazione del cancro invasivo. Essa può anche essere utilizzata per monitorare l'efficacia di diverse terapie endobronchiali o per diagnosticare lesioni sincrone o metacrone. La broncoscopia autofluorescente è altamente sensibile nell'identificare la displasia angiogenica squamosa, che viene considerata uno stadio chiave del processo di transizione dalla neoplasia intraepiteliale all'invasione sottomucosa. L'adozione di un sistema di classificazione istologica universale migliorerà la diagnosi e la stadiazione. Un numero relativamente elevato di biopsie effettuate con il contributo della broncoscopia autofluorescente contribuisce alla bassa specificità. È attualmente in fase di studio la capacità della broncoscopia autofluorescente di identificare le sottili anomalie genetiche o cellulari non rilevabili all'esame morfologico. La broncoscopia autofluorescente associata alla stratigrafia computerizzata ad alta risoluzione (HRCT) o all'ecografia endobronchiale potrebbe rappresentare nel futuro un utile mezzo per la stadiazione accurata delle forme cancerose che sono sensibili alle terapie per via endobronchiale.

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