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MINERVA PNEUMOLOGICA

Rivista sulle Malattie dell’Apparato Respiratorio


Official Journal of the Italian Society of Thoracic Endoscopy
Indexed/Abstracted in: EMBASE, Scopus, Emerging Sources Citation Index


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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Pneumologica 2003 Dicembre;42(4):201-10

lingua: Italiano

La ventilazione meccanica non invasiva nell'insufficienza respiratoria acuta da broncopneumopatia cronica ostruttiva riacutizzata. Fattori prognostici e sopravvivenza a lungo termine

Potena A., Putinati S., Ballerin L., Ritrovato L., Piattella M., Zabini F.


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Obiettivo. L'utilizzo della ventilazione non invasiva a pressione positiva (non-invasive positive-pressure ventilation, NPPV) nel trattamento dell'insufficienza respiratoria ipercapnica (hypercapnic acute respiratory failure, HARF) dovuta a riacutizzazione di broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) è più efficace della sola terapia medica. Tuttavia, dal momento che questa tecnica non sempre ha successo, è utile identificare fattori prognostici capaci di predirne il risultato e valutare gli effetti sulla sopravvivenza a lungo termine dei pazienti trattati.
Metodi. Centosedici pazienti affetti da BPCO ricoverati consecutivamente presso il nostro reparto, sono stati sottoposti a NPPV, 79 di questi (68,1%) sono stati trattati con successo mentre in 37 casi (31,9%) il trattamento è fallito, in base alla sopravvivenza e alla necessità di intubazione endotracheale.
Risultati. Non sono emerse significative differenze fra i due gruppi riguardo a età, sesso, indice di massa corporea, cause scatenanti, valori spirometrici. All'ingresso, 5 variabili risultavano associate al fallimento del trattamento all'analisi monovariata: severità dell'acidosi, grado di ipercapnia, basso Glasgow Coma Scale, ridotti livelli di albumina serica, elevato APACHE II score. Dopo 2 ore di trattamento, una riduzione dell'ipercapnia risultava essere un fattore prognostico favorevole.
Conclusioni. L'analisi multivariata ha dimostrato che, quando tutte le variabili venivano esaminate insieme, solo il GCS e la PaCO2 dopo NPPV continuavano ad avere un significativo valore predittivo, suggerendo che la iniziale compromissione dello stato neurologico e la risposta al trattamento in termini di riduzione della PaCO2 possono essere clinicamente utili nel predire il successo della NPPV. Nei pazienti in cui la NPPV aveva successo, la sopravvivenza a 1 anno era del 79%.

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