Home > Riviste > Minerva Pneumologica > Fascicoli precedenti > Minerva Pneumologica 2003 Settembre;42(3) > Minerva Pneumologica 2003 Settembre;42(3):115-26

ULTIMO FASCICOLO
 

ARTICLE TOOLS

Estratti

MINERVA PNEUMOLOGICA

Rivista sulle Malattie dell’Apparato Respiratorio


Official Journal of the Italian Society of Thoracic Endoscopy
Indexed/Abstracted in: EMBASE, Scopus, Emerging Sources Citation Index


eTOC

 

  BRONCOPNEUMOPATIA CRONICA OSTRUTTIVA


Minerva Pneumologica 2003 Settembre;42(3):115-26

lingua: Inglese

Green light for first-line intervention: respiratory failure due to exacerbations of chronic obstructive pulmonary disease successfully treated using non-invasive positive pressure ventilation

Ram F. S. F.


PDF  


Obiettivo. La ventilazione non invasiva a pressione positiva (VNPP) è impiegata sempre più frequentemente nel trattamento dei pazienti ricoverati in ospedale per insufficienza respiratoria secondaria ad esacerbazione della broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO). Lo scopo di questo studio è determinare l'efficacia della VNPP nel trattamento dei pazienti con insufficienza respiratoria secondaria ed esacerbazione di una BPCO.
Metodi. Analisi sistematica dei trial controllati randomizzati che mettono a confronto la VNPP associata a terapia medica convenzionale con quest'ultima da sola in trial che hanno arruolato pazienti ricoverati in ospedale per insufficienza respiratoria secondaria a esacerbazione di una BPCO e che presentavano, al momento del ricovero, una PaCO2>6 kPa.
Risultati. Nell'analisi sono stati inclusi 14 studi. La VNPP ha avuto come effetti una diminuzione della mortalità [rischio relativo (RR) 0,52; intervallo di confidenza (CI) al 95% 0,35, 0,76], della necessità dell'intubazione (RR 0,39; CI al 95% 0,30, 0,52) e dell'insuccesso della terapia (RR 0,48, CI 0,37 al 95% 0,63). Entro 1 ora dall'inizio della VNPP si sono registrati miglioramenti significativi del pH [Media Pesata (WMD) 0,03; CI al 95% 0,02, 0,04] della PaCO2 (WMD -0.40 kPa, CI al 95% -0,78, -0,03) e della frequenza respiratoria (WMD -3,08 bpm; CI al 95% -4,26, -1,89). Inoltre, con la VNPP, anche le complicazioni associate al trattamento e la durata della degenza ospedaliera risultavano diminuite (RR 0,38; Ci al 95% 0,24, 0,60 e WMD -3,24 giorni; CI al 95% -4,42, -2,06, rispettivamente). Si è notata, infine, una tendenza al miglioramento della PO2 e una diminuzione della durata della degenza nell'unità di terapia intensiva (UTI).
Conclusioni. I trial controllati randomizzati condotti adeguatamente forniscono dati convincenti per la raccomandazione della NPPV, associata alla terapia medica convenzionale, come intervento di prima linea nei pazienti idonei al trattamento dell'insufficienza respiratoria secondaria ad esacerbazione di una BPCO. Un trial sulla VNPP dovrebbe essere applicato tempestivamente nel corso dell'insufficienza respiratoria, prima che si instauri un'acidosi respiratoria severa, al fine di ridurre la mortalità, evitare il rischio d'intubazione endotracheale e diminuire l'insuccesso della terapia. La VNPP non sembra richiedere il ricovero in una UTI, potendo essere effettuata in un reparto normale o nelle unità di terapia subintensiva. Questo ridurrebbe i costi e il peso per le risorse sanitarie. I pazienti con forme più severe di acidosi beneficerebbero tuttavia dell'assistenza specialistica offerta nelle UTI.

inizio pagina

Publication History

Per citare questo articolo

Corresponding author e-mail