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MINERVA PNEUMOLOGICA

Rivista sulle Malattie dell’Apparato Respiratorio


Official Journal of the Italian Society of Thoracic Endoscopy
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Minerva Pneumologica 1999 June;38(2):59-64

Copyright © 1999 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Sopravvivenza delle neoplasie polmonari avanzate secondo i marcatori tumorali

Colangeli A., Colangeli M. S., Farina E.


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Introduzione. Le neoplasie primitive del polmone (LC) son tra le più gravi per la loro aggressività. Il dosaggio dei marcatori tumorali (MT), inizialmente ritenuto utile ai fini diagnostici, viene attualmente consigliato solo nella fase di sorveglianza e post diagnostica. Abbiamo inteso verificare se il loro dosaggio piò essere idoneo per indirizzare la prognosi dei tempi di sopravvivenza all'atto della diagnosi.
Metodi. Nel periodo compreso tra il 1992 ed il 1996 abbiamo condotto uno studio longitudinale per stimare la funzione di sopravvivenza dei soggetti con forme avanzate di LC in relazione ai MT. Abbiamo reclutato un gruppo di 133 soggetti di ambo i sessi (M= 106; F= 27) e di età compresa tra i 31 e gli 84 anni. Sessanta soggetti era classificati allo stadio IIIb, 73 al IV stadio; 19 erano affetti da microcitoma (SCLC), gli altri 114 da forme differenti (NSCLC), 91 soggetti sono stati avviati ai cicli di chemioterapia, i rimanenti ne sono stati esclusi per controindicazione. All'atto della diagnosi abbiamo dosato con anticorpi monoclonali i valori dell'antigene Carcinoembrionario (CEA), della Neuroenolasi specifica (NSE), dell'antigene del Carcinoma a celluel squamose (SCC), del frammento 19 della Citocheratina (CYFRA) e della ß-2-micorglobulina (ß2M). I soggetti sono stati seguiti con periodici follow-up sino al decesso.
La funzione di sopravvivenza è stata stimata con il metodo di Kaplan-Meier, mentre la funzione del rischio di morte è stata stimata con il modello di Cox. All'atto della diagnosi i valori medi di CEA ed NSE erano aumentati per i NSCLC ed i SCLC rispettivamente al frequenza dei soggetti produttori variava tra il 50% per CEA, NSE e ß2M ed il 25% per CYFRA e SCC.
Risultati. L'analisi di sopravvivenza ha mostrato una mediana di 8 mesi, che differiva solamente per età, sesso, stadio e trattamento terapeutico, ma non secondo il valore di MT.
L'analisi secondo COX ha fornito risultati concordanti escludendo un incremento del rischio di morte con l'incremento di MT. L'analisi per sottogruppi non ha fornito altri elementi degni di nota.
Conclusioni. Questi risultati escludono una relazione tra l'attività biochimica delle cellule neoplastiche e la letalità della neoplasia ed indicano che il dosaggio dei MT non è uno strumento valido per indirizzare la prognosi di sopravvivenza all'atto della diagnosi del SC.

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