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Rivista di Pediatria, Neonatologia, Medicina dell’Adolescenza
e Neuropsichiatria Infantile


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Minerva Pediatrica 2015 Dicembre;67(6):505-15

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Confronto neurologico e neuropsicologico tra soggetti affetti da disturbo specifico dell'apprendimento "puro" e soggetti con disturbo dell'apprendimento in presenza di anomalie elettroencefalografiche, in età pediatrica

Borsetti L., Viberti B., Ariano C., Isocrono A.

Struttura Operativa Complessa di Neuropsichiatria Infantile 1, Dipartimento Materno Infantile, Azienda Sanitaria Locale Torino 2, Torino, Italia

OBIETTIVO: L’obiettivo dello studio è operare un confronto fra le due condizioni cliniche, considerandole come due entità distinte sulla base del risultato positivo o negativo della elettroencefalografia (EEG).
L’ipotesi dello studio è di trovare un funzionamento cognitivo e neuropsicologico simile nei bambini affetti da disturbo specifico dell’apprendimento (DSA) “puro” e nei soggetti con anomalie EEG.
METODI: Il presente studio consiste in un’analisi descrittiva di un campione di 35 bambini sottoposti a valutazione per sospetto DSA. Il protocollo diagnostico comprende una approfondita valutazione cognitiva e neuropsicologica, logopedica e neuropsicomotoria. Tutti i bambini sono stati sottoposti a visita neurologica, elettroencefalogramma in veglia e risonanza magnetica nucleare (RMN) encefalica. In questo studio sono stati analizzati i dati anamnestici e i risultati ad alcuni dei test neuropsicologici somministrati ai bambini. Si è quindi operato un confronto tra i soggetti con DSA “puro” e i soggetti che invece presentavano significative anomalie parossistiche al tracciato EEG.
RISULTATI: Dai risultati dello studio emerge che il profilo dei due campioni è per molti versi sovrapponibile. Le uniche differenze statisticamente significative riguardano una maggiore compromissione delle competenze metafonologiche e della velocità di lettura nei bambini con anomalie EEG. D’altro canto, i bambini con DSA puro tendono a manifestare con maggiore frequenza difficoltà in processi altamente modularizzati, quali il conteggio in avanti.
CONCLUSIONI: In conclusione, la sostanziale sovrapposizione dei due profili fa riflettere sulla difficoltà a operare diagnosi differenziale in bambini che si presentano con un sospetto di DSA, in assenza di un’ accurata indagine neurofisiologica e neuroradiologica. Lo studio non ha consentito di trovare markers utili per selezionare i soggetti da sottoporre a EEG e RMN encefalica. La nostra équipe clinica ha stabilito di mantenere nel protocollo diagnostico l’EEG in veglia per tutti i soggetti che hanno ricevuto diagnosi di DSA e, solo in caso di un tracciato positivo, di procedere a EEG in sonno e a RMN encefalo.

lingua: Italiano


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