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MINERVA PEDIATRICA

Rivista di Pediatria, Neonatologia, Medicina dell’Adolescenza
e Neuropsichiatria Infantile


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ARTICOLO SPECIALE  


Minerva Pediatrica 2015 Febbraio;67(1):99-104

lingua: Italiano

Partecipazione in attività sportive per bambini e adolescenti con un solo rene. È tempo di armonizzare i comportamenti in Europa per i ragazzi guariti da un tumore renale

Spreafico F. 1, Terenziani M. 1, Ardissino G. 2, Calegari M. 3, Catania S. 1, Massimino M. 1

1 Struttura Complessa di Pediatria Oncologica, Dipartimento di Ematologia e Oncoematologia Pediatrica, Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori, Milano, Italia;
2 Unità Operativa Complessa di Nefrologia e Dialisi Pediatrica, Fondazione IRCCS Ca’ Granda, Ospedale Maggiore Policlinico, Milano, Italia;
3 Studio Professionale di Medicina Sportiva, Lecco, Italia


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Il miglioramento della cura dei bambini con tumori renali e della qualità di vita dei pazienti guariti favorisce un costante aumento della loro partecipazione ad attività sportive e ricreative. I ragazzi guariti vivono con un singolo rene, rimanendo la nefrectomia radicale componente della cura. In molti Paesi Europei e negli Stati Uniti la pratica dello sport tra i ragazzi con singolo rene dipende dal “benestare certificato” di un medico, di qualunque specialità, caso per caso. Diversamente dal resto d’Europa, in Italia, che dispone di una legislazione ad hoc per la tutela del cittadino nello sport, la condizione di minorenne è di per sé controindicazione per molti sport agonistici con rischio di trauma renale, compresi pallacanestro, calcio e pallavolo. Tuttavia, i dati disponibili sulla incidenza di traumi sportivi renali non sostengono questa decisione assoluta. L’incidenza di traumi renali è stimata negli Stati Uniti di 2,3 traumi per milione di esposizioni per atleti maschi nel basket (2,5 nelle femmine), e 2,6 per il calcio (6 nelle femmine). Gli autori discutono anche della difficoltà a reperire dati di incidenza reale dei traumi renali sportivi. L’implementazione di un osservatorio epidemiologico sulla infortunistica sportiva potrebbe aggiungere dati su cui basare decisioni importanti. Questo articolo vorrebbe fornire a pediatri, medici di medicina generale e dello sport, oltre che agli amministratori dedicati, il background scientifico sul quale aprire un dibattito partecipativo per rivedere l’attuale “esclusione incondizionata” dalla pratica agonistica di molti sport per ragazzi guariti da un tumore renale, e in tutte le altre situazioni di minorenne.

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