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MINERVA PEDIATRICA

Rivista di Pediatria, Neonatologia, Medicina dell’Adolescenza
e Neuropsichiatria Infantile


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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Pediatrica 2014 June;66(3):187-99

Copyright © 2014 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Tollerabilità dei farmaci psicotropi in età evolutiva: dati preliminari di un’esperienza di farmacovigilanza attiva

Magazù A. 1, Masi G. 3, Germanò E. 2, Gagliostro M. S. 1, Siracusano R. 2, Arcoraci V. 1, Spina E. 1, Gagliano A. 2

1 Dipartimento Clinico‑Sperimentale di Medicina e Farmacologia, Università di Messina, Messina, Italia;
2 Unità Operativa Complessa di Neuropsichiatria Infantile, Università di Messina, Messina, Italia;
3 IRCCS Fondazione Stella Maris, Calambrone, Pisa, Italia


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OBIETTIVO: Scopo del presente lavoro è stato quello di valutare la comparsa di effetti avversi (adverse drug reactions, ADR) durante l’uso dei farmaci psicotropi in pazienti arruolati presso l’UOC di NPI del Policlinico di Messina e l’UO di Psichiatria e Psicofarmacologia dell’IRCSS di Pisa, tra gennaio 2009 e dicembre 2011.
METODI: Sono stati arruolati 102 pazienti (M 82,4%, F 17,6%) con diagnosi di disturbo psichiatrico in conformità ai criteri del DSM IV. La registrazione dei dati è stata effettuata su un database elettronico e su una scheda cartacea elaborata allo scopo. Sono stati annotati i dati anagrafici, le diagnosi, i farmaci, la posologia iniziale e le variazioni nel corso del follow-up. Le ADR sono state registrate su una specifica scheda che, tanto della struttura che nel contenuto, rispecchia le indicazioni dell’AIFA.
RISULTATI: I farmaci più frequentemente prescritti sono stati il risperidone (19,6%), l’aripiprazolo (18,4%) e l’acido valproico (14,8%). Le ADR più frequentemente rilevate sono state: aumento di peso (12,6%), sonnolenza (8,4%), incremento di prolattina e irritabilità (6,7%). Tutte le ADR segnalate sono state classificate come “non gravi” in quanto non hanno mai messo in pericolo di vita il paziente.
CONCLUSIONI: Il presente lavoro, se non consente di trarre conclusioni sulla sicurezza dei farmaci in ragione della ridotta ampiezza del campione studiato, può rappresentare un possibile modello di farmacovigilanza attiva sui farmaci psicoattivi di più comune impiego in età evolutiva.

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