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MINERVA PEDIATRICA

Rivista di Pediatria, Neonatologia, Medicina dell’Adolescenza
e Neuropsichiatria Infantile


Indexed/Abstracted in: CAB, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Pediatrica 2013 October;65(5):531-40

lingua: Italiano

Cosa sanno, cosa pensano, cosa fanno i neo-papà: indagine su attitudini, conoscenze e comportamenti di 570 uomini rispetto al proprio ruolo paterno a poche ore dalla nascita del loro bambino

Pellai A. 1, Festa F. 2, Cilento F. 3, Grossi L. 4, Grassino E. 5, Zaffaroni M. 5, Guidi C. 5, Bona G. 5, Bonomi A. 6, Visentin R. 7, Angellotti P. 7, Guala A. 7

1 Dipartimento di Sanità Pubblica, Università di Milano, Milano, Italia;
2 Struttura Ospedaliera Complessa di Ostetricia, Ospedale SS Pietro e Paolo, Borgosesia, Vercelli, Italia;
3 Centro Studi e Ricerche di Psicologia della Comunicazione, Università Cattolica di Milano, Milano, Italia;
4 Struttura Ospedaliera Complessa di Pediatria, Ospedale Sant’Andrea, Vercelli, Italia;
5 Struttura Complessa a Direzione Universitaria di Pediatria, Ospedale Maggiore, Novara, Italia;
6 Struttura Ospedaliera Complessa di Pediatria, Ospedale Civile Ivrea, Ivrea, Italia;
7 Struttura Ospedaliera Complessa di Pediatria, Ospedale Castelli, Verbania, Italia


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Obiettivo. Obiettivo del presente lavoro è stato quello di conoscere e analizzare informazioni, attitudini e comportamenti associati alle trasformazioni che gli uomini vivono nel momento in cui diventano padri.
Metodi. Un questionario autosomministrato è stato distribuito a tutti gli uomini diventati padri i cui bambini sono nati negli ospedali di Borgosesia, Ivrea, Novara, Verbania e Vercelli (Piemonte nord-occidentale) nell’ultimo trimestre del 2006. Il questionario è stato creato ad hoc e compilato il giorno della dimissione del figlio; le risposte sono state sottoposte ad analisi statistica con metodo SPSS.
Risultati. Degli 870 uomini divenuti padri nel trimestre della ricerca presso gli ospedali coinvolti, 570 hanno risposto volontariamente al questionario autosomministrato (65,6% del campione totale). Essi hanno mostrato di aver informazioni carenti rispetto ad alcuni aspetti della cura del bambino e ai cambiamenti emotivi della compagna dopo il parto (il 58% dichiara che i bambini alla nascita sono ciechi e il 52% afferma che l’allattamento ad orario è il migliore; inoltre il 47% ignora che la madre possa soffrire di depressione postpartum). L’88% dei rispondenti ha assistito al parto e il 56% è stato a casa dal lavoro per stare con la madre e il figlio durante l’ospedalizzazione. Il 58% riferisce di avere l’intenzione di non tornare al lavoro per almeno 2-3 giorni dopo le dimissioni dall’ospedale. Il 27% riferisce problemi di sonno durante la gravidanza e teme di non essere un buon padre per il proprio bambino. Il 90% è convinto che la nascita del proprio figlio porterà a radicali cambiamenti delle proprie abitudini di vita. La maggior parte dei neo-papà riferisce problemi nella condivisione con altri uomini delle proprie emozioni e stati d’animo associati alla propria paternità. L’analisi per età, titolo di studio e grado di genitura differenzia in modo statisticamente significativo alcune delle risposte raccolte in questa ricerca.
Conclusioni. Durante la gravidanza e nei primi giorni dopo la nascita del loro bambino, i futuri padri e i neo-papà devono essere considerati come target preferenziali per interventi educativi finalizzati a promuovere informazioni, attitudini e comportamenti per potenziare le loro competenze genitoriali e rinforzare attitudini positive nei confronti del proprie funzioni paterne.

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