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MINERVA PEDIATRICA

Rivista di Pediatria, Neonatologia, Medicina dell’Adolescenza
e Neuropsichiatria Infantile


Indexed/Abstracted in: CAB, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
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REVIEW  


Minerva Pediatrica 2013 Giugno;65(3):325-39

lingua: Italiano

L’impianto cocleare nel bambino: razionale, indicazioni, costo/efficacia

Martini A. 1, Bovo R. 1, Trevisi P. 1, Forli F. 2, Berrettini S. 2

1 ORL-Otochirurgia, Dipartimento di Neuroscienze e Organi di Senso, Azienda Ospedaliera Università di Padova, Padova, Italia;
2 Unità Operativa di Otorinolaringoiatria Audiologia e Foniatria Universitaria, Università di Pisa, Pisa, Italia


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L’impianto cocleare è un dispositivo elettronico parzialmente impiantato, atto a migliorare la percezione dei suoni ambientali e del parlato nelle persone gravemente ipoacusiche. È costituito da una parte esterna, posizionata in genere dietro all’orecchio, e da una parte interna inserita sotto la cute mediante un intervento chirurgico. La componente esterna comprende un microfono connesso a un processore del linguaggio, che seleziona e adatta i suoni captati dal microfono. Quest’ultimo è connesso a un’antenna trasmettitore, posizionata a lato del capo, che trasmette i dati a una bobina ricevitore situata sotto la cute. I dati ricevuti vengono inviati lungo un multielettrodo impiantato chirurgicamente all’interno della coclea. L’obiettivo neurale primario degli elettrodi è rappresentato dalle cellule del ganglio spirale che si prolungano nelle fibre del nervo acustico. Gli elettrodi, quando vengono attivati da un segnale, inviano una corrente lungo il nervo acustico e le vie uditive afferenti fino a raggiungere la corteccia uditiva. La grave disabilità conseguente all’ipoacusia severa o profonda, nel bambino e nell’adulto, può esser compensata con l’impianto cocleare. In accordo con la Food and Drug Administration (FDA), circa 188000 persone in tutto il mondo hanno un impianto cocleare. In Italia si stima che siano stati impiantati circa 6-7000 pazienti e che vengano effettuati in media 700 di questi interventi ogni anno. L’impianto cocleare, seguito da una terapia logopedica intensiva postchirurgica, migliora nei bambini le acquisizioni linguistiche e le abilità relazionali. L’impianto cocleare in epoca precoce consente l’esposizione ai suoni nel periodo evolutivo critico durante il quale i bambini solitamente sviluppano le capacità articolatorie e linguistiche. Nel 2000 la FDA ha ridotto a 12 mesi l’età di eligibilità per l’intervento con un solo tipo di impianto. Riguardo ai risultati, dopo l’impianto cocleare e in relazione alla precocità di intervento, vengono riportati risultati linguistici migliori nei bambini impiantati prima dei 12 mesi di vita, anche se non sono disponibili dati sufficienti riguardo alla relazione fra tale vantaggio e la durata d’uso dell’impianto e su quanto a lungo persista tale vantaggio negli anni successivi all’impianto. Riguardo all’impianto cocleare nei bambini di età superiore a 12 mesi, gli studi mostrano risultati percettivi e linguistici migliori nei casi impiantati più precocemente. È stato individuato un periodo critico compreso fra 24 e 36 mesi di età, superato il quale l’impianto cocleare risulta meno efficace in termini di miglioramento delle abilità percettive e verbali. Riguardo alla maggior efficacia dell’impianto cocleare bilaterale rispetto al monolaterale, nei primi vengono riportati risultati migliori esaminando le capacità uditive sia in quiete che in presenza di rumore e nella localizzazione dei suoni, e sia in caso di impianto bilaterale sequenziale che in quello simultaneo. Tuttavia, riguardo al tempo intercorso fra i due interventi sequenziali, sebbene si siano osservati benefici per il secondo impianto effettuato anche dopo un periodo lungo di tempo, in media un lungo intervallo compreso fra i due interventi incide negativamente sui risultati del secondo impianto. Riguardo ai risultati attesi in caso di bambini ipoacusici affetti da disabilità multiple vengono descritti benefici in termini di abilità percettive e linguistiche e di qualità della vita, anche se sono più lenti e più limitati rispetto a quanto atteso nei bambini impiantati senza disabilità. Riguardo al rapporto costo/efficacia, l’impianto cocleare ha costi elevati, in particolare a causa del costo del dispositivo che è ad alto livello tecnologico, dell’assistenza continuativa per tutta la vita, ma anche se i costi sanitari sono alti, il risparmio in termini di costi indiretti e di qualità della vita appaiono consistenti. L’impianto cocleare, infatti, ha un impatto positivo in termini di qualità della vita.

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