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MINERVA PEDIATRICA

Rivista di Pediatria, Neonatologia, Medicina dell’Adolescenza
e Neuropsichiatria Infantile


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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Pediatrica 2013 April;65(2):199-206

Copyright © 2013 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Gestione dei disturbi del comportamento alimentare durante il ricovero: presentazione di un programma di terapia intensiva ospedaliera in età pediatrica

D’Argenio L. 1, Zaccagnino M. 1, 3, Donati C. 2, Perini A. 1, Fazzi E. 1, 3

1 Unità Operativa di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza, Spedali Civili, Brescia, Italia;
2 ASL Brescia,Brescia, Italia;
3 Unità di Neuroriabilitazione Precoce, Spedali Civili, Brescia, Italia


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Obiettivo. Obiettivo del presente lavoro è stato quello di presentare un programma di terapia intensiva ospedaliera in pazienti affette da disturbo della condotta alimentare (DCA) grave, con severa perdita di peso (BMI<15) associato a complicanze mediche severe (marcata ipotensione, bradicardia <40 battiti/minuto, ridotta temperatura corporea, alterazione dei dati di laboratorio, in particolare diselettrolitemia), rifiuto ad alimentarsi e ad assumere liquidi.
Metodi. Viene presentato in dettaglio e commentato il protocollo da noi utilizzato e vengono riportati i dati del follow-up di due anni relativo a 16 pazienti affette da DCA, ricoverate presso il nostro Reparto nel 2007-2008.
Risultati. Tale programma è risultato efficace nella fase critica della malattia permettendo in tutti i casi considerati di evitare il ricorso a modalità alternative di alimentazione (entrale, parenterale) e di ottenere una modalità corretta di rialimentazione con recupero di condizioni cliniche soddisfacenti. Alla conclusione del follow-up di due anni, si aveva guarigione in 8 pazienti (50%), un significativo miglioramento in 5 pazienti (31,25%) con recupero di un BMI superiore a 18,5 ma con persistenza di modalità rigide di alimentazione e di preoccupazioni relative al peso e all’immagine corporea. In 3 pazienti (18,75%) non si era raggiunto l’obiettivo di adeguato incremento del BMI e persisteva amenorrea.
Conclusione. Il programma proposto, ispirato al modello cognitivo-comportamentale, attraverso un lavoro di riabilitazione alimentare, integrato ad un sostegno psicoterapico e psicoeducativo rivolto ai soggetti e alle famiglie, favorisce la presa di coscienza degli schemi disfunzionali e permette di modificarli, sperimentando modalità corrette di approccio al cibo con recupero di condizioni cliniche soddisfacenti.

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