Home > Riviste > Minerva Pediatrica > Fascicoli precedenti > Minerva Pediatrica 2012 Giugno;64(3) > Minerva Pediatrica 2012 Giugno;64(3):289-301

ULTIMO FASCICOLO
 

ARTICLE TOOLS

Estratti

MINERVA PEDIATRICA

Rivista di Pediatria, Neonatologia, Medicina dell’Adolescenza
e Neuropsichiatria Infantile


Indexed/Abstracted in: CAB, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 0,532


eTOC

 

ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Pediatrica 2012 Giugno;64(3):289-301

lingua: Italiano

I disturbi della regolazione: uno studio di follow-up

Maestro S., Felloni B., Grassi C., Intorcia C., Petrozzi A., Salsedo H., Muratori F.

IRCCS-Fondazione Stella Maris, Calambrone, Pisa, Italia


PDF  


Obiettivo. I sistemi di autoregolazione si sviluppano nel corso della prima infanzia risultando dall’incontro delle caratteristiche costituzionali del bambino, le sue capacità di adattamento e le risposte dell’ambiente. Il fallimento dell’intersezione di queste dimensioni provoca l’insorgenza di disturbi che possono interferire seriamente sul comportamento del bambino e sulle sue relazioni. Nella “Classificazione Diagnostica 0-3” sono stati identificati come categoria nosografica indipendente, sotto il nome Disturbi della Regolazione della Processazione sensoriale (DR). L’obiettivo di questo studio consiste nella descrizione delle caratteristiche cliniche di un gruppo di bambini per cui è stata formulata una diagnosi di DR prima dei 3 anni, e della loro evoluzione in età scolare.
Metodi. Sono stati selezionati 28 bambini, 22 maschi e 6 femmine a partire da un gruppo di 60 bambini che alla prima valutazione (T0) hanno ricevuto una diagnosi di DR, con un’età media di 34,8 mesi (range 14-56 mesi). Effettuata una rivalutazione clinica dopo circa 5 anni (T1), con età media a di 103,5 mesi (range 71-150 mesi).
Risultati. Circa il 40% dei soggetti all’età scolare non mostra più alcun disturbo, mentre la restante % mostra uno spettro di disturbi molto eterogeneo.
Conclusioni. La diagnosi di DR è sufficientemente sensibile a intercettare nella prima infanzia un ampio spettro di difficoltà di sviluppo del bambino, ma appare poco specifica e predittiva relativamente all’evoluzione successiva. Retrospettivamente la valutazione dell’intero profilo diagnostico fornisce più indicazioni rispetto alla diagnosi primaria e la maggiore compromissione delle diverse dimensioni esplorate predice una evoluzione più severa.

inizio pagina

Publication History

Per citare questo articolo

Corresponding author e-mail

sandra.maestro@inpe.unipi.it