Home > Riviste > Minerva Pediatrica > Fascicoli precedenti > Minerva Pediatrica 2012 Aprile;64(2) > Minerva Pediatrica 2012 Aprile;64(2):205-11

ULTIMO FASCICOLO
 

ARTICLE TOOLS

Estratti

MINERVA PEDIATRICA

Rivista di Pediatria, Neonatologia, Medicina dell’Adolescenza
e Neuropsichiatria Infantile


Indexed/Abstracted in: CAB, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 0,532


eTOC

 

  NEFROLOGIA PEDIATRICA


Minerva Pediatrica 2012 Aprile;64(2):205-11

lingua: Inglese

Stato dei trapianti pediatrici di rene nel 2011

Kanzelmeyer N. K., Pape L.

Department of Pediatric Kidney, Liver and Metabolic Diseases, Hannover Medical School, Hannover, Germany


PDF  


Cinquant‘anni fa i bambini affetti da insufficienza renale morivano per l’assenza di terapie adeguate. Al giorno d‘oggi, l‘implementazione di procedure dialitiche, come la dialisi peritoneale e l‘emodialisi, oltre al trapianto renale, sono divenute quasi assistenza standard per i pazienti pediatrici. Oggi anche i lattanti possono essere sottoposti a dialisi o ricevere trapianti. Un trapianto renale consente una sopravvivenza di 20 anni in più del 90% dei pazienti e uno sviluppo fisico e mentale sufficientemente consono all‘età. Una migliore sopravvivenza post-trapianto si ottiene con il trapianto d‘organo da un donatore vivente rispetto a una donazione post-mortem. È stato dimostrato che i reni donati da ragazzi e giovani adulti deceduti devono essere assegnati soprattutto ai bambini poiché essi ottengono una funzionalità dell‘organo trapiantato significativamente migliore nel medio e lungo termine rispetto agli adulti. Sfortunatamente, resta il problema di un lungo periodo d‘attesa per i reni donati post-mortem nei bambini nell‘area Eurotransplant. Sebbene il sistema di assegnazione ai bambini sia stato emendato nel dicembre 2010, resta da vedere se tale cambiamento si ripercuoterà positivamente sui tempi d‘attesa. I nuovi regimi immunosoppressivi hanno favorito un miglioramento significativo nella funzionalità a lungo termine dell’organo trapiantato e nella sopravvivenza post-trapianto. La sfida principale, tuttavia, riguarda il rigetto umorale cronico dell’organo trapiantato, la terapia per la ricorrenza della patologia sottostante e la realizzazione di trapianti AB0 incompatibili.

inizio pagina

Publication History

Per citare questo articolo

Corresponding author e-mail

kanzelmeyer.nele@mh-hannover.de