Home > Riviste > Minerva Pediatrica > Fascicoli precedenti > Minerva Pediatrica 2012 February;64(1) > Minerva Pediatrica 2012 February;64(1):7-14

ULTIMO FASCICOLO
 

ARTICLE TOOLS

Estratti

MINERVA PEDIATRICA

Rivista di Pediatria, Neonatologia, Medicina dell’Adolescenza
e Neuropsichiatria Infantile


Indexed/Abstracted in: CAB, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 0,532


eTOC

 

ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Pediatrica 2012 February;64(1):7-14

lingua: Inglese

Valutazione del pensiero creativo in bambini con epilessia idiopatica (epilessia assenza)

Di Filippo T., Parisi L., Roccella M.

Chair of Child Neuropsychiatry, Department of Psychology, University of Palermo, Palermo, Italy


PDF  


Obiettivo. Molte ricerche affermano che la capacità creativa non può essere attivata se l’individuo non possiede delle capacità cognitive, in quanto l’acquisizione dei dati e della conoscenza e la loro utilizzazione è indispensabile alla capacità creativa. Numerosi studi hanno valutato le prestazioni cognitive nei bambini con epilessia (E), in quanto si è sempre pensato che essa rappresenti un fattore di rischio per lo sviluppo delle funzioni intellettive. Disfunzioni neuropsicologiche sono state rilevate in soggetti con diverse forme di E, anche in presenza di un adeguato funzionamento cognitivo globale. In letteratura sono state ampiamente studiate le funzioni cognitive dei soggetti con E., ma non è stata mai valutata la loro creatività.
Metodi. In questo studio viene descritto lo sviluppo del pensiero creativo in un gruppo di bambini che presentano Epilessia Assenza. Per valutare il pensiero creativo è stato utilizzato il Torrence Test of Creative Thinking (TTCT) che, nell’adattamento italiano, consiste in due serie di attività, una verbale e una figurale.
Sono state inoltre somministrate anche la scala di intelligenza WISC-R (scala d’intelligenza Weschsler per bambini revisionata) e il test della figura umana di Goodenough.
Risultati. L’analisi statistica dei dati (test di U di Mann-Whitney) ha evidenziato una differenza statistica significativa (P<0,05) nelle prestazioni dei due gruppi di soggetti (gruppo di bambini con E. vs. gruppo di controllo), caratterizzata da originalità figurale, fluidità figurale ed elaborazione figurale a favore del gruppo di controllo. Significativa appare la correlazione (r di Spearman) tra QI Verbale e le sottoscale fluidità verbale e flessibilità verbale (P<0,05; r>0,30); e tra QI performance ed elaborazione figurale, tra QI totale e le sottoscale fluidità verbale e flessibilità verbale.
Conclusioni. Le differenze evidenziate nelle tre prove figurali (originalità: significatività marcata; fluidità ed elaborazione: indicanti una tendenza) indicherebbero un maggior grado di capacità creativa nel gruppo senza E. Il basso punteggio alla sottoscala originalità figurale sembra avvalorare l’ipotesi che l’intervento di fattori psicodinamici e relazionali porterebbero a un impoverimento dell’autonomia, della flessibilità e degli interessi manipolatori. L’E. condizionerebbe in maniera pesante i canali di comunicazione fra soggetto che ne è affetto e la famiglia e influenzerebbe il tipo di dinamica emotiva e il flusso affettivo.

inizio pagina

Publication History

Per citare questo articolo

Corresponding author e-mail

michele.roccella@unipa.it