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Minerva Pediatrica 2011 Agosto;63(4):271-8

 ARTICOLI ORIGINALI

Report sull’attività lavorativa del pediatra di famiglia in Italia: analisi triennale (2004-2006)

Bottaro G.

Family Pediatrician, Professor of Community Medicine, Catania University, Italy

Obiettivo. Il pediatra di famiglia italiano rappresenta nel mondo, l’unico esempio di assistenza extraospedaliera globale al bambino. Il suo ruolo è poco conosciuto, per l’assenza di adeguati report. Oggi, il computer ha permesso di disporre dei dati, soprattutto relativi alle novità assistenziali: bilanci di salute, assistenza al cronico, presa in carico di neonato e adolescente.
Metodi. Abbiamo, quindi, steso un report dell’attività di un pediatra di famiglia, analizzando i dati computerizzati, relativi al triennio 2004-2006.
Risultati. I risultati hanno mostrato 3 293±351 visite medie annue, 952±60 bilanci di salute medi annuali, per un totale di accessi annui di 4 245±391. La media giornaliera è stata di 15,5±1,5 visite e 4,5±0,3 bilanci di salute, per un totale di 20 accessi al giorno. I bambini con malattia cronica sono stati in media 60 all’anno (1,8%), ricevendo una media di 6,6±1 visite annue, statisticamente differenti rispetto ai sani (P=0,08). I bambini da 0-2 anni hanno ricevuto più bilanci di salute (70%), mentre quelli da 3-6 anni il maggior numero di visite (38%). Le infezioni acute delle vie respiratorie hanno rappresentato le più frequenti patologie riscontrate (60%); il 10% del totale accessi erano visite di controllo e il 2% neonati. Accoppiando questi dati ai bilanci di salute, risulta che il 36% di tutta l’attività è dedicata alla valutazione dello stato di salute.
Conclusioni. In conclusione, il pediatra di famiglia svolge la maggior parte della sua attività a promuovere salute, operando sulla prevenzione e i bilanci di salute rappresentano lo strumento più importante. Il resto dell’attività è rivolta alle malattie acute, soprattutto infezioni respiratorie.

lingua: Inglese


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