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MINERVA PEDIATRICA

Rivista di Pediatria, Neonatologia, Medicina dell’Adolescenza
e Neuropsichiatria Infantile


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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Pediatrica 2011 Agosto;63(4):247-55

lingua: Italiano

Percezione del dolore procedurale del nato pretermine in terapia intensiva neonatale: valutazione e tecniche non farmacologiche d’intervento

Bernardini V., De Liso P., Santoro F., Allemand F., Allemand A.

Dipartimento di Pediatria e Neuropsichiatria Infantile, Università La Sapienza, Roma, Italia


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Obiettivo. Il presente studio intende valutare la risposta del neonato prematuro al dolore procedurale e dimostrare la diversa efficacia delle due tecniche analgesiche non farmacologiche di più recente acquisizione clinica, l’impiego della soluzione glucosata e la Saturazione Sensoriale, con lo scopo di individuare una strategia ottimale per la prevenzione ed il trattamento del dolore da procedura.
Metodi. Abbiamo reclutato un campione di 28 bambini nati pretermine con età gestazionale compresa tra 30 e 35 settimane. I soggetti sono stati divisi in maniera randomizzata in due gruppi, secondo il tipo di analgesia utilizzata durante il prelievo ematico da tallone: un primo gruppo (gruppo A) di 14 soggetti cui è stata somministrata soluzione glucosata associata a suzione non nutritiva; un secondo gruppo (gruppo B) di 14 soggetti cui è stata somministrata la Saturazione Sensoriale. Tutti i bambini sono stati sottoposti a un prelievo semplice senza “analgesia”, come avviene usualmente. I sintomi associati al dolore al momento del prelievo venoso sono stati misurati mediante la scala Premature Infant Pain Profie (PIPP).
Risultati. I risultati dimostrano che il punteggio è stato significativamente più basso nel gruppo trattato con la saturazione sensoriale (media 6,58; P<0,001) rispetto al gruppo con soluzione glucosata (media 13,41; P<0,05).
Conclusioni. L’impiego delle tecniche di “care” (in particolare i soggetti “trattati” con Saturazione Sensoriale) migliora la qualità della vita in TIN e riduce la soglia di dolore percepita dal neonato, riducendo quindi anche l’esposizione allo stimolo doloroso e la possibilità che si sviluppino, in seguito, sequele dovute ad un inadeguato trattamento del dolore in epoca neonatale.

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