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MINERVA PEDIATRICA

Rivista di Pediatria, Neonatologia, Medicina dell’Adolescenza
e Neuropsichiatria Infantile


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  ENDOCRINOLOGIA PEDIATRICA


Minerva Pediatrica 2011 February;63(1):49-59

lingua: Inglese

Preservazione della fertilità in bambini e adolescenti affetti da cancro

Levine J.

Division of Oncology, Department of Pediatrics, Oncology, Pediatrics, Columbia University Medical Center, New York, NY, USA


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Grazie agli eccellenti risultati ottenuti in termini di sopravvivenza per le neoplasie nell’infanzia e nell’adolescenza, è essenziale cercare di garantire un’adeguata qualità di vita, con preservazione della fertilità. I regimi chemioterapici che includono agenti alchilanti e trattamenti radianti diretti alle gonadi o all’ipofisi, come pure i trattamenti radianti “total body” sono particolarmente tossici per le gonadi. La valutazione del potenziale di gonadotossicità e l’appropriatezza delle tecniche di preservazione della fertilità prima di intraprendere terapie citostatiche in ogni paziente oncologico pediatrico è fondamentale per limitare i danni a lungo termine a livello delle gonadi. La preservazione del seme nei maschi, dopo la pubertà, prima di terapie gonadotossiche, è considerata lo standard nel trattamento. Per le pazienti in età postpuberale sottoposte a terapie altamente gonadotossiche e quindi a rischio di insufficienza ovarica acuta si deve prendere in considerazione la criopreservazione dell’embrione o degli ovociti prima di iniziare il trattamento. La criopreservazione dell’ovocita, come pure la criopreservazione del tessuto gonadico, sia ovarico che testicolare, è tuttora sperimentale e come tale dovrebbe essere inserita in un protocollo di ricerca. Le donne sottoposte a trattamenti che depletano le riserve ovariche devono essere seguite con attenzione per il rischio di sviluppare la menopausa precoce a seguito del trattamento oncologico. La criopreservazione dell’embrione o dell’ovocita prima della terapia potrebbe offrire alle donne a rischio di menopausa precoce la possibilità di preservare il proprio periodo riproduttivo. Ulteriori studi che chiariscano la gonadotossicità degli attuali regimi citostatici e il miglioramento delle tecniche di preservazione della fertilità sono necessari per prevenire l’infertilità, evento avverso a lungo termine di tali terapie. L’organizzazione di programmi che razionalizzino l’accesso alle attuali tecniche di preservazione della fertilità permetterà a tutte le pazienti elegibili di valersi di tali possibilità

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