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MINERVA PEDIATRICA

Rivista di Pediatria, Neonatologia, Medicina dell’Adolescenza
e Neuropsichiatria Infantile


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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Pediatrica 2010 December;62(6):551-7

Copyright © 2010 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Profilo della carnitina e aumento del lattato nei pazienti affetti da diabete giovanile di tipo I

Evangeliou A. 1, Gourgiotis D. 2, Karagianni C. 2, Markouri M. 2, Anogianaki N. 4, Mamoulakis D. 1, Maropoulos G. 2, Tsakalidis C. 1, Frentzayias A. 3, Nicolaidou P. 3

1 4th Pediatric Clinic of the Aristotle University of Thessaloniki, Papageorgiou Hospital, Thessaloniki, Greece 2 2nd Department of Pediatrics, University of Athens, Athens, Greece 3 3rd Department of Pediatrics, University of Athens, Attikon Hospital, Athens, Greece 4 Bio-Statistics Laboratory, University of Crete Heraklion, Crete, Greece


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Obiettivo. In 32 giovani pazienti affetti da diabete insulino-dipendente è stato osservato uno squilibrio della carnitina (aumento dell’acilcarnitina e riduzione della carnitina libera), che era maggiore nei pazienti con più elevati livelli di emoglobina glicata. Parallelamente, nei pazienti con maggior squilibrio della carnitina, vi era il massimo incremento del livello di acido lattico postprandiale e il massimo aumento del rapporto lattato/piruvato, senza una correlazione con la chetosi. Inoltre, è stata osservata una riduzione della carnitina libera in correlazione con la durata del diabete.
Metodi. Si è trattato di uno studio prospettico che ha preso in considerazione 32 bambini e giovani adolescenti con diabete mellito insulino-dipendente. Tutti i pazienti erano curati con insulina. Le concentrazioni plasmatiche di carnitina totale e liberasono state evaluate in campioni di sangue prelevati dopo 12 ore di digiuno e prima della somministrazione mattutina di insulina. Si sono misurati i livelli nel sangue di: glucosio, colesterolo, trigliceridi, lattato, piruvato, beta-idrossibutirrato e acidi grassi liberi.
Risultati. Il massimo incremento postprandiali di lattato e del rapporto lattato/piruvato osservato nei pazienti con il massimo livello di squilibrio della carnitina, ossia con il diabete meno controllato, solleva il dubbio di una disfunzione mitocondriale casuale. Sulla base dei nostri dati, una tale affermazione non può essere sostenuta per i nostri pazienti. Al contrario, riteniamo che debba essere indagato il ruolo di altri fattori come l’aumentata gluconeogenesi e il grado di chetosi.
Conclusioni. Al fine di chiarire il ruolo della carnitina nella fisiopatologia della patologia, sono necessari dati anche provenienti da altri tessuti. La carnitina nel sangue periferico riflette soltanto l’1% della carnitina totale corporea; inoltre, i pazienti affetti da diabete presentano delle alterazioni del profilo della carnitina non solo nel sangue periferico ma anche in altri tessuti corporei, tra cui i muscoli.

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