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MINERVA PEDIATRICA

Rivista di Pediatria, Neonatologia, Medicina dell’Adolescenza
e Neuropsichiatria Infantile


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CASI CLINICI  


Minerva Pediatrica 2010 August;62(4):411-7

Copyright © 2010 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Influenza del trattamento prolungato con octreotide sulla secrezione di GH, IGFI, insulina, ACTH, cortisolo, T3, T4 e TSH in un caso di chilotorace congenito

Bagnoli F., Badii S., Conte M. L., Toti M. S., De Felice C., Bellieni C. V., Borlini G., Tomasini B., Zani S.

Unità Operativa Complessa di Terapia Intensiva Neonatale, Dipartimento di Pediatria, Ostetricia e Medicina della Riproduzione, Azienda Ospedaliera Universitaria Senese, Siena, Italia


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Il chilotorace congenito è una rara patologia caratterizzata dall’accumulo di liquido linfatico nello spazio pleurico che determina disfunzioni respiratorie e circolatorie, deficit immunologici, ipoalbuminemia, squilibri elettrolitici e alterazioni della coagulazione. La mortalità è elevata e può raggiungere il 50%. La terapia si avvale di trattamento conservativo, basato su drenaggio pleurico e nutrizione con latte a basso contenuto di grassi e alto contenuto proteico con supplemento di trigliceridi a catena media o dieta parenterale totale. In caso di fallimento è possibile intervenire chirurgicamente. Negli ultimi anni alcuni autori hanno sperimentato l’uso di octreotide con risultati ancora dubbi; in nessun caso è stato riportato l’impatto di tale farmaco sulla secrezione di insulina, GH e cortisolo in epoca neonatale; in un solo caso è stata valutata l’interferenza sugli ormoni tiroidei. Riportiamo il caso di un neonato di 36 settimane affetto da chilotorace congenito e trattato per 42 giorni con octreotide. Il farmaco è stato ben tollerato ma il monitoraggio di alcuni ormoni ha messo in evidenza grave inibizione della secrezione insulinica non accompagnata da alterazioni dei livelli glicemici. Il controllo seriato dei livelli di GH e TSH ha mostrato solo un calo transitorio. ACTH e cortisolo sono risultati nella norma. A cinque mesi di vita, l’assetto ormonale rivalutato in toto non ha mostrato alterazioni significative. Non è possibile stabilire il ruolo del farmaco nella risoluzione del versamento ma è invece importante sottolineare che un trattamento prolungato con octreotide non ha determinato, nel nostro caso, persistenti alterazioni ormonali.

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