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MINERVA PEDIATRICA

Rivista di Pediatria, Neonatologia, Medicina dell’Adolescenza
e Neuropsichiatria Infantile


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REVIEW  CRESCITA E NUTRIZIONE NEI BAMBINI AFFETTI DA INSUFFICIENZA RENALE CRONICA


Minerva Pediatrica 2010 June;62(3):295-305

Copyright © 2010 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Valutazione dello stato nutrizionale dei bambini affetti da malattia renale cronica

Paglialonga F., Felice Civitillo C., Groppali E., Edefonti A.

Pediatric Nephrology and Dialysis Unit, Fondazione IRCCS Ca’ Granda, Ospedale Maggiore Policlinico, Milan, Italy


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Il raggiungimento di uno stato nutrizionale normale, ovvero una normale composizione corporea e un normale pattern di crescita, costituisce un punto fondamentale nella gestione del bambino con malattia renale cronica (chronic kidney disease, CKD). La condizione di protein-energy wasting (PEW), ossia lo stato di riduzione dellea massa proteica corporea e di riserve energetiche è comune in questa popolazione ed è una importante causa di morbilità e mortalità. Per quanto concerne la diagnosi di PEW, numerosi metodi sono stati proposti, ma le peculiarità dei pazienti con CKD, i limiti intrinseci alle singole metodiche e la mancanza di studi pediatrici adeguati hanno fino ad oggi impedito l’individuazione di una metodica utilizzabile quale gold-standard. Per tale ragione esiste un consenso sulla necessità di basare la valutazione dello stato nutrizionale nel bambino con CKD sulla combinazione di più parametri, integrati in un approccio multidisciplinare. Tra i vari parametri disponibili, le più recenti linee guida riconoscono come più affidabili la valutazione dell’apporto dietetico (tramite diario di 3 giorni o intervista), le misurazioni antropometriche (peso, altezza, velocità di crescita, body mass index, circonferenza cranica) e, solo per gli adolescenti in emodialisi, il Protein Catabolic Rate normalizzato per il peso. Gli altri metodi disponibili, quali misurazione antropometrica del braccio, analisi di bioimpedenza, indici biochimici e densitometria possono indubbiamente contribuire ad una valutazione nutrizionale più accurata, purchè siano ben chiari i limiti e le potenzialità di ogni metodica diagnostica.

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