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MINERVA PEDIATRICA

Rivista di Pediatria, Neonatologia, Medicina dell’Adolescenza
e Neuropsichiatria Infantile


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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Pediatrica 2010 Giugno;62(3):233-7

lingua: Inglese

Supporto vitale extra-corporeo in pazienti pediatrici affetti da cardiopatie congenite. Risultati di un singolo centro

Coskun K. O. 1, Popov A. F. 2, Coskun S. T. 1, Blanz U. 1, Bockhorst K. 1, El Arousy M. 1, Weitkemper H. H. 1, Hinz J. 3, Schmitto J. D. 2, Körfer R. 1

1 Department of Cardiovascular Surgery, Heart and Diabetes Centre North-Rhine Westphalia, Ruhr-University of Bochum, Bad Oeynhausen, Germany;
2 Department of Thoracic and Cardiovascular Surgery, University of Göttingen, Göttingen, Germany;
3 Department of Anesthesiology, Emergency and Intensive Care Medicine, University of Göttingen, Göttingen, Germany


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Obiettivo. Nei pazienti pediatrici affetti da cardiopatia congenita, la bassa gittata cardiaca (low cardiac output, LCO) rappresenta la principale complicanza dopo chirurgia cardiaca correttiva. Nei casi di LCO refrattaria a tutte le opzioni terapeutiche, il supporto circolatorio meccanico rappresenta l’ultima soluzione per mantenere in vita questi pazienti. In questo studio, gli autori presentano una revisione dei risultati ottenuti in pazienti pediatrici che hanno richiesto un supporto circolatorio meccanico dopo chirurgia correttiva con ossigenazione extra-corporea di membrana o dispositivi di assistenza ventricolare (ventricle assisted devices, VAD).
Metodi. È stato condotto uno studio retrospettivo su una coorte di pazienti pediatrici consecutivi afferenti a un singolo centro, che hanno richiesto diverse tipologie di assistenza circolatoria meccanica, applicate dopo la comparsa della sindrome da ridotta gittata cardiaca post-cardiotomia, nel periodo di tempo compreso tra il 1991 e il 2004. Complessiva-mente, 20 pazienti hanno ricevuto un supporto vitale extra-corporeo. Le indicazioni per l’intervento chirurgico erano: 12 casi di trasposizione delle grosse arterie, un caso di sindrome di Bland-White-Garland, tre casi di tetralogia di Fallot, un caso di ipoplasia dell’arco aortico, una connessione anomala totale della vena polmonare, e due casi di difetto del setto ventricolare.
Risultati. L’età media dei pazienti era di 1,29 anni. La durata media dell’assistenza è stata di 8,87 giorni. Sette dei 20 pazienti sono sopravvissuti, sei sono stati dimessi dopo il recupero della funzionalità cardiaca dalla condizione di LCO e uno è stato dimesso dopo trapianto cardiaco avvenuto con successo. Il tasso globale di mortalità nei pazienti con supporto vitale extra-corporeo è stato del 65%. Le cause del decesso sono state l’insufficienza multiorgano e il sanguinamento in un caso è stato una complicanza relativa al VAD.
Conclusioni. L’impiego del supporto vitale extra-corporeo (extracorporeal life support, ECLS) è associato a un elevato tasso di mortalità. Tuttavia l’ECLS aiuta a mantenere in vita alcuni di questi pazienti. I dispositivi di supporto meccanico rappresentano l’ultima possibilità per risparmiare tempo, prolungare la sopravvivenza, in attesa del trapianto cardiaco.

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