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MINERVA PEDIATRICA

Rivista di Pediatria, Neonatologia, Medicina dell’Adolescenza
e Neuropsichiatria Infantile


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REVIEW  


Minerva Pediatrica 2008 Agosto;60(4):411-5

lingua: Italiano

Rianimazione neonatale: dalla necessità di formazione continua ai proflili di responsabilità civile del neonatologo

Molinelli A. 1, Landolfa M. C. 1, Rocca G. 1, D’Agostino I. 2, Nardelli E. 3

1 DIMEL - Dipartimento di Medicina Legale Università degli Studi di Genova, Genova, Italia
2 II Scuola di Pediatria IRCCS G. Gaslini, Genova, Italia
3 Unità Operativa Neonatologia, Azienda Ospedaliera San Martino, Genova, Italia


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L’adattamento all’ambiente extrauterino immediatamente successivo al parto costituisce la più importante causa di morte nelle prime due ore di vita. E’ necessario, in tal senso, attuare in maniera tempestiva e perfettamente efficiente interventi di rianimazione sul neonato, atteso che l’incertezza o il ritardo, così come manovre inappropriate o scorrette potrebbero irreversibilmente comprometterne le condizioni, causandone la morte o provocando l’insorgenza di sequele permanenti. Benché in Italia si svolgano regolarmente corsi di rianimazione neonatale accreditati che fanno riferimento a linee guida internazionali, appare indubbio che solo attraverso una continua pratica quotidiana si possa giungere a livelli di eccellente preparazione tecnica. A tal scopo, soprattutto nei centri dove si effettuano con minor frequenza manovre di rianimazione neonatale, sarebbe opportuno venissero effettuati regolarmente momenti di simulazione per il personale medico e infermieristico, sia nell’ottica della prevenzione di eventuali sequele sul neonato, sia, di conseguenza, in riferimento ai risvolti di responsabilità professionale che possono emergere dall’operato di un neonatologo. L’orientamento della giurisprudenza ha infatti portato avanti un cammino “di erosione” per ciò che concerne l’applicabilità dell’articolo 2236 del Codice civile riguardante la “responsabilità del prestatore d’opera” in interventi di “speciale difficoltà”. Attualmente infatti la giurisprudenza, limitando progressivamente l’applicabilità di tale articolo a casi sempre più eccezionali, ha introdotto il concetto per cui un professionista, in quanto specialista, sia tenuto comunque a saper risolvere i problemi incontrati nei casi di sua competenza professionale, seppure di difficile esecuzione. Appare dunque di fondamentale rilevanza il fatto che ciascuna equipe neonatologica debba identificare un percorso formativo continuo per l’intero personale dell’unità operativa, onde giungere in tutti i centri ad una preparazione tecnica completa ed automatica.

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