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MINERVA PEDIATRICA

Rivista di Pediatria, Neonatologia, Medicina dell’Adolescenza
e Neuropsichiatria Infantile


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REVIEW  


Minerva Pediatrica 2008 April;60(2):219-33

Copyright © 2008 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Gli acidi grassi essenziali omega-3 ed omega-6: dalla loro scoperta alle prospettive terapeutiche

Caramia G.

Dipartimento di Pediatria e Neonatologia Azienda Ospedaliera Materno Infantile “G.Salesi”, Ancona, Italia


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Dopo la scoperta degli acidi grassi essenziali (AGE) da parte di Burr e Burr nel 1929, numerosi ricercatori hanno evidenziato la loro importanza nella composizione delle membrane cellulari, in particolare dei neuroni, nei processi energetici e nelle interazioni cellulari. Gli AGE polinsaturi sono inoltre i precursori di molecole ad azione simil ormonale, spesso con attività contrapposte, quali prostaglandine, prostacicline, thrombossani, LT, lipossine, resolvine, protectine che regolano il sistema immunitario, l’aggregazione piastrinica, l’inflammazione ecc. È stato, inoltre, evidenziato che livelli elevati di acidi grassi polinsaturi omega-3 si associano a una ridotta incidenza di malattie degenerative cardiovascolari, di alcune malattie neuropsichiche come la depressione, e di malattie neuro-degenerative come il morbo di Alzheimer. Il corretto equilibrio fra acidi grassi omega-3 e omega-6 determina una adeguata fluidità delle membrane cellulari, della trasmissione dei messaggi fra cellule e fra neuroni, è responsabile di un ottimale stato di salute fisico e mentale e di una fisiologica risposta dell’organismo agli stimoli infiammatori. Numerosi studi hanno, infatti, evidenziato che gli acidi grassi omega-3 concorrono a delimitare e a controllare i processi infiammatori mentre gli acidi grassi omega-6 (e i grassi saturi) accentuano la risposta infiammatoria e le reazioni allergiche. Oggi la dieta delle popolazioni del mondo occidentale più industrializzato, contiene acidi grassi omega-3 e omega-6 in un rapporto che supera 1:10 in favore degli omega-6, e in alcune regioni supera persino 1:25, mentre l’apporto considerato ottimale è di 1:4. Inoltre, la nostra dieta è ricca di burro e lipidi animali che, nel loro insieme, una volta assorbiti rendono meno ottimali le funzioni delle membrane di tutte le cellule dell’organismo. Un adeguato apporto può rappresentare pertanto un mezzo efficiente ed efficace, spesso necessario, per venire incontro ai fabbisogni dell’organismo favorendo una lunga vita in condizioni di salute ottimali.

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