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ULTIMO FASCICOLOMINERVA PEDIATRICA

Rivista di Pediatria, Neonatologia, Medicina dell’Adolescenza
e Neuropsichiatria Infantile


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CASI CLINICI  


Minerva Pediatrica 2007 Agosto;59(4):409-14

lingua: Italiano

Complicanze di una frattura diafisaria di gamba in un paziente in età pediatrica. Caso clinico

Memeo A., Albisetti W., Cristini E., Briatico-Vangosa L., Viganò C.

1 Struttura Dipartimentale Ortopedia e Traumatologia Infantile Istituto Ortopedico G. Pini, Milano
2 Istituto di Scienze Ortopediche, Traumatologiche e Riabilitative, Università degli Studi di Milano, Milano


PDF  ESTRATTI


Le fratture in età pediatrica assumono un ruolo rilevante quando interessano le cartilagini d’accrescimento, le quali rappresentano il punto di minor resistenza dello scheletro del bambino. Pertanto, i traumi in queste zone sono in grado di causare distacchi condroepifisari e alterazioni della vascolarizzazione che possono esitare in anomalie di crescita. Con questo lavoro ci proponiamo di sottolineare come una diagnosi tempestiva, unita a un approccio terapeutico corretto, possa evitare l’insorgenza di deformità e gravi disabilità. Viene descritto il caso di un ragazzo di 14 anni che si presentava alla nostra osservazione con un’evidente deformità e impotenza funzionale a carico dell’articolazione tibio-tarsica, associata a un’eterometria di 7,5 cm. Clinicamente si osservava zoppia da carico, diffusa ipotrofia muscolare e vasta zona di sofferenza trofica della cute. L’anamnesi riferiva frattura biossea di gamba per un trauma da schiacciamento all’età di 4 anni, trattata in un altro istituto con l’impianto di un chiodo endomidollare. Dalla rimozione del mezzo di sintesi, i familiari riferivano una progressiva deformazione dell’articolazione e la documentazione radiografica attestava la comparsa di una zona di epifisiodesi antero-mediale della fisi distale tibiale. Per questa condizione il paziente veniva da noi sottoposto a un intervento di doppia osteotomia associata ad allungamento dello stesso arto con fissatore esterno tipo Ilizarov che veniva rimosso a distanza di 7 mesi, portando a un’evidente correzione dell’asse e della lunghezza dell’arto. Il paziente è stato seguito per un follow-up di 2 anni con controlli clinici e radiografici seriati.

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