Home > Riviste > Minerva Pediatrica > Fascicoli precedenti > Minerva Pediatrica 2007 June;59(3) > Minerva Pediatrica 2007 June;59(3):219-31

ULTIMO FASCICOLO
 

ARTICLE TOOLS

Estratti

MINERVA PEDIATRICA

Rivista di Pediatria, Neonatologia, Medicina dell’Adolescenza
e Neuropsichiatria Infantile


Indexed/Abstracted in: CAB, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 0,532


eTOC

 

ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Pediatrica 2007 June;59(3):219-31

Copyright © 2007 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Craniofaringioma pediatrico: risultati a lungo termine in 61 casi

Pancucci G., Massimi L., Caldarelli M., D’Angelo L., Sturiale C., Tamburrini G., Tufo T., Di Rocco C.

Unità di Neurochirurgia Infantile Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma


PDF  


Obiettivo. L’obiettivo di questo studio era verificare i risultati a lungo termine del trattamento chirurgico dei craniofaringiomi in età pediatrica, mediante l’analisi dei dati relativi a un’ampia serie di pazienti trattati consecutivamente presso una singola istituzione, e valutare l’efficacia della chemioterapia intratumorale con interferon-a.
Metodi. Sessantuno pazienti pediatrici (38 di sesso maschile e 23 di sesso femminile; età media: 8 anni) sono stati trattati chirurgicamente nel corso degli ultimi 20 anni. L’obiettivo del trattamento chirurgico è stato effettuare un’asportazione quanto più estesa possibile della neoplasia. L’utilizzo della radioterapia adiuvante è stato limitato ai bambini di età superiore ai 4 anni e con residuo tumorale postchirurgico in evoluzione. Tre pazienti hanno ricevuto la somministrazione intracistica di interferon-a. Il follow-up medio è stato di 8,4 anni (mediana: 7 anni).
Risultati. I 55 pazienti attualmente in vita presentano una normale vita di relazione eccetto tre (disturbi visivi e/o neurologici); la funzione endocrina, compromessa in circa 3/5 dei casi, è gestita con terapia ormonale sostitutiva cronica; l’assetto neuropsicologico è soddisfacente nella quasi totalità dei casi. L’obesità, pur non rappresentando una limitazione socialmente importante, costituisce un problema gestionale. L’interferon-a si è rilevato utile nel controllo transitorio della crescita delle forme cistiche.
Conclusioni. La nostra esperienza conferma le notevoli difficoltà tuttora esistenti nella gestione del craniofaringioma nella popolazione pediatrica. La chirurgia dovrebbe essere finalizzata non solo all’exeresi tumorale ma anche alla preservazione delle funzioni neuro-endocrinologiche a lungo termine. La chemioterapia intracistica con interferon-a sembra rappresentare una valida alternativa nel posporre l’aggressione chirurgica delle neoplasie cistiche fino alla completa maturazione dell’asse ipotalamo-ipofisario senza, tuttavia, la possibilità di sostituire il trattamento chirurgico tradizionale.

inizio pagina

Publication History

Per citare questo articolo

Corresponding author e-mail