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MINERVA PEDIATRICA

Rivista di Pediatria, Neonatologia, Medicina dell’Adolescenza
e Neuropsichiatria Infantile


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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Pediatrica 2006 Ottobre;58(5):477-82

lingua: Inglese

Incidenza di infezioni nosocomiali da Rotavirus in un Ospedale pediatrico in un periodo di 3 anni

Biermann K. P., Neri S., Reali M. F., De Martino M., Festini F.

1 Azienda Ospedaliero Universitaria Meyer, Firenze
2 Dipartimento di Pediatria Università di Firenze, Firenze


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Obiettivo. Obiettivo dello studio è stato quello di stimare l’incidenza di infezioni nosocomiali da rotavirus (roravirus nosocomial infections, INRV) in un ospedale pediatrico in un periodo di 3 anni; stimare il rischio di INRV associato a età, sesso, reparto di degenza, stagione; stimare la maggiore spesa sanitaria determinata dalle INRV nel periodo considerato.
Metodi. A tale scopo è stato eseguito uno studio epidemiologico retrospettivo a partenza da flussi informativi ospedalieri, con analisi retrospettiva di alcune cartelle cliniche.
Risultati. Nel periodo 2003-2005, il tasso di incidenza di INRV nell’ospedale pediatrico nel triennio è stato 1,9‰ (età media 15,2 mesi, range 1,5-49 mesi), con un trend in diminuzione. I bambini di età inferiore a 8 mesi avevano un rischio significativamente maggiore di contrarre l’INRV (RR 1,83, CI 95%: 1,18-2,85) rispetto agli altri, così come i bambini ricoverati in reparto riservato a lattanti (RR=2,84, CI 95%: 1,78-4,55) e in reparto di malattie infettive (RR=4,9, CI 95%: 3,4-7). L’incidenza di INRV tra i bambini ricoverati in inverno è risultata maggiore che nelle altre stagioni (RR 1,59, CI 95%: 1,07-2,36). La degenza dei bambini con INRV è durata in media 5,2 giorni in più dei controlli di pari età e sesso e con le stesse patologie ad eccezione della infezione da RV (P=0,02).
Conclusioni. Il metodo usato in questo studio è facilmente riproducibile. I dati ottenuti possono essere utilizzati come indicatori di qualità interni e per valutare la performance dei diversi reparti nel controllo delle infezioni nosocomiali. Le azioni di prevenzione delle infezioni devono coinvolgere madri e familiari dei piccoli ricoverati, che svolgono molte delle attività assistenziali igieniche e di base a rischio per le infezioni crociate.

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