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Rivista di Pediatria, Neonatologia, Medicina dell’Adolescenza
e Neuropsichiatria Infantile


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Minerva Pediatrica 2006 Ottobre;58(5):403-422

 REVIEW

The use of inhaled nitric oxide in the premature infant with respiratory distress sindrome

Van Meurs K., Hintz S., Rhine W., Benitz W.

Division of Neonatal and Developmental Medicine Department of Pediatrics Stanford University School of Medicine and Lucile Salter Packard Children’s Hospital Palo Alto, CA, USA

L’identificazione delle proprietà biologiche dell’monossido d’azoto (NO) rappresenta una delle scoperte scientifiche basilari del secolo, ma le sue potenzialità per il trattamento delle patologie umane non sono ancora state comprese appieno. Il monossido d’azoto ha un ruolo basilare nella regolazione del tono vascolare della circolazione polmonare e recenti studi eseguiti su modelli animali hanno suggerito una sua influenza più ampia sullo sviluppo polmonare nel periodo perinatale. Nei modelli animali, il monossido d’azoto ha effetti sullo sviluppo polmonare, sull’angiogenesi, sulla proliferazione della muscolatura liscia delle vie respiratorie, sul rimodellamento vascolare, sulla funzione surfactante, sull’infiammazione e sulle meccaniche polmonari. Tuttavia, nonostante le numerose ricerche di base e il completamento di diversi, ampi, studi clinici, il ruolo del monossido d’azoto nel trattamento dei neonati prematuri con sindrome da distress respiratorio resta poco chiaro. Si potrebbe trarre la conclusione che l’interazione tra polmone immaturo, ventilatore e danno polmonare ossigeno-indotto e gli effetti biologici del monossido d’azoto nel neonato prematuro non sia completamente chiara. I risultati degli studi clinici relativi alla terapia inalatoria con monossido d’azoto nei neonati prematuri, si stanno accumulando, ma essi non suggeriscono un chiaro vantaggio per la popolazione a maggior rischio di morte e disabilità. Non è chiaro se questi risultati dipendano dal disegno degli studi, dal dosaggio utilizzato, dalla durata della terapia o da altri fattori. Per rispondere a queste domande sono necessari studi ulteriori ed è necessario definire in modo più chiaro la popolazione di neonati prematuri che possono trarre beneficio da questa nuova terapia.

lingua: Inglese


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