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MINERVA PEDIATRICA

Rivista di Pediatria, Neonatologia, Medicina dell’Adolescenza
e Neuropsichiatria Infantile


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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Pediatrica 2006 Agosto;58(4):365-72

lingua: Italiano

L’osservazione temporanea in Pronto Soccorso pediatrico. Confronto 2003-1993

Guglia E. 1, Messi G. 1, Bassanese S. 1, Norbedo S. 1, Ronfani L. 2, Marchi A. G. 1

1 U.O. Pronto Soccorso e Primo Accoglimento IRCCS Burlo Garofolo, Trieste
2 Servizio di Epidemiologia e Biostatistica IRCCS Burlo Garofolo, Trieste


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Obiettivo. Valutare il ruolo della osservazione temporanea (OT) in Pronto Soccorso (PS) pediatrico e le sue variazioni nel tempo in rapporto a modifiche delle linee guida.
Metodi. Studio retrospettivo delle dimissioni dal PS pediatrico, immediate e dopo OT, e dei ricoveri per patologie respiratorie, urinarie, neurologiche, gastrointestinali, sintomi diversi e incidenti in età pediatrica a Trieste nel 2003 rispetto al 1993.
Risultati. Nel 2003 l’86,2% dei 6 350 pazienti di età inferiore a 18 anni inclusi nell’analisi è stato dimesso immediatamente dal PS rispetto all’81,7% dei 5 475 nel 1993 (RR 1,05, IC 95% 1,04-1,07), il 10% dimesso dopo OT rispetto al 5,9% nel 1993 (RR 1,71, IC 95% 1,50-1,95), il 3,8% ricoverato rispetto al 12,4% nel 1993 (RR 0,30, IC 95% 0,26-0,35). Il ruolo della OT è stato particolarmente significativo nei casi di broncopolmonite, infezioni delle vie aeree superiori, infezioni urinarie, convulsioni, gastroenterite, dolore addominale, febbre nel lattante, incidenti.
Conclusioni. La riduzione dei ricoveri documentata nel 2003 dipende dalla migliore selezione dei casi da tenere in osservazione e dalle modifiche delle linee guida relative ai percorsi clinico-diagnostici nelle infezioni urinarie e nelle convulsioni, al trattamento dei distress respiratori e della disidratazione da gastroenterite acuta in OT, e alla identificazione in PS dei fattori predittivi di complicazioni degli incidenti. Lo studio conferma l’efficacia della osservazione temporanea nell’evitare i ricoveri inappropriati e ridurre quelli di impegno assistenziale limitato, garantendo qualità delle cure e risparmio di risorse. La ridotta permanenza in ospedale limita i disagi per il bambino e la sua famiglia e favorisce la continuità assistenziale, per il coinvolgimento del curante nel follow-up.

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