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MINERVA PEDIATRICA

Rivista di Pediatria, Neonatologia, Medicina dell’Adolescenza
e Neuropsichiatria Infantile


Indexed/Abstracted in: CAB, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Pediatrica 2006 Aprile;58(2):121-9

lingua: Inglese

Predictive signs and indicators of aggressiveness and violence: a comparison between a group of adolescents attending an external penal area, a group of prisoners and a group of patients with borderline personality disorder

La Grutta S. 1, Lo Baido R. 2, Castelli M. 1, Marrazzo G. 2, Schiera G. 1, Gentile M. C. 3, Sarno L. 4, Roccella M. 1

1 Department of Psychology University of Palermo, Palermo, Italy
2 School of Psychiatry University of Palermo, Palermo, Italy
3 H Group, Administration Service Center Palermo, Italy
4 Unit of Psychotherapy, Vita Salute University San Raffaele Hospital, Milan, Italy


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Obiettivo. Considerati la diffusione e l’incremento dei comportamenti aggressivi e violenti, specie quelli che trovano come radicale comune la mancanza di un’effettiva motivazione e l’efferatezza, la nostra ricerca si è posta l’obiettivo di rintracciare gli indicatori e i segni predittivi di tali comportamenti. La letteratura, inoltre, dimostra che gli indicatori e i segni predittivi di maggiore affidabilità sono quelli legati alle invarianti strutturali (per esempio le strategie difensive, la capacità di controllo degli impulsi).
Metodi. È stato realizzato, con un piano di ricerca trasversale, uno studio clinico di confronto reclutando un gruppo di adolescenti (26 soggetti di sesso maschile) con disturbo della condotta (F91.8), un gruppo di pazienti (29 soggetti di sesso maschile) con disturbo borderline di personalità (F60.31), un gruppo di detenuti (34 soggetti di sesso maschile) con disturbo antisociale di personalità (F60.2). È stato adoperato un protocollo comprendente, per il reclutamento, l’«Intervista clinica strutturata per il DSM-IV asse II» e i questionari «Indicatori della condotta aggressiva» e il «Profile of mood states» (POMS) esclusivamente destinati al gruppo di adolescenti; il «Defense mechanisms inventory» (DMI).
Risultati. I gruppi messi a confronto hanno prodotto prestazioni significativamente differenti in ordine alle misure difensive prevalentemente adoperate e allo sfondo psichico emozionale di partenza.
Conclusioni. Sono stati selezionati un profilo in cui l’aggressività e la violenza sono supportate da iporesponsività emozionale e un profilo in cui queste sono legate a un’impulsività clinicamente significativa. Abbiamo così isolato alcuni indicatori e predittori clinici dell’aggressività e della violenza e identificato, secondo i parametri dei reattivi utilizzati, i profili maggiormente a rischio.

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