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Rivista di Pediatria, Neonatologia, Medicina dell’Adolescenza
e Neuropsichiatria Infantile


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Minerva Pediatrica 2006 Aprile;58(2):101-7

 ARTICOLI ORIGINALI

Incidenza delle paralisi cerebrali infantili nei dimessi dalle unità di terapia intensiva neonatale

Romeo D. M. M. 1, Scoto M. 1, Conversano M. 2, Romeo M. G. 2

1 U.O. di Neuropsichiatria Infantile Dipartimento di Pediatria Università degli Studi di Catania, Catania
2 U.O. di Terapia Intensiva Neonatale Dipartimento di Pediatria Università degli Studi di Catania, Catania

Obiettivo. L’obiettivo di questo lavoro era valutare l’incidenza e le caratteristiche delle paralisi cerebrali infantili (PCI) nei pazienti pediatrici dimessi dalla nostra unità di terapia intensiva neonatale (UTIN) tra il gennaio 1998 e l’aprile 2004.
Metodi. Nel periodo preso in esame 2 303 pazienti sono stati dimessi dalla nostra UTIN e 1 912 hanno completato il programma di follow-up per il primo anno di vita mediante valutazione neurologica (esame neurologico tradizionale, Brazelton, general movements) ed ecografia cerebrale; i neonati ad alto rischio neurologico sono stati sottoposti anche a risonanza magnetica (RM) encefalo.
Risultati. È stata posta diagnosi di PCI in 65 pazienti (3,4% dei valutati ai follow-up): 21 (32%) diplegia, 19 (29%) tetraplegia, 20 (31%) emiplegia, 4 (6%) doppia emiplegia e 1 (2%) forma discinetica. Nelle diplegie e tetraplegie prevalevano neonati di basso peso (≤2500 g) e pretermine, mentre negli emiplegici prevalevano neonati con peso >2 500 g e a termine. Di seguito vengono riportati i principali quadri alla RM-encefalo. Diplegie: 82% alterazione sostanza bianca periventricolare; tetraplegie: 94% alterazione sostanza bianca periventricolare e/o sottocorticale; emiplegie: 95% alterazione sostanza bianca periventricolare o sottocorticale spesso bilaterale con prevalenza nell’emisfero controlaterale; doppie emiplegie: 100% alterazione sostanza bianca periventricolare e/o sottocorticale, 100% dilatazione spazi subaracnoidei; forma discinetica: 100% lesione dei gangli della base.
Conclusioni. L’incidenza delle PCI nei pazienti dimessi dalla nostra UTIN, in accordo con i dati della letteratura, è più elevata rispetto alla popolazione totale di neonati; quindi, è di fondamentale importanza un’attenta valutazione dei bambini a alto rischio neurologico durante il ricovero e nei follow-up, mediante la valutazione neurologica e la diagnostica per immagini, per un precoce e adeguato trattamento.

lingua: Inglese


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