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ULTIMO FASCICOLOMINERVA PEDIATRICA

Rivista di Pediatria, Neonatologia, Medicina dell’Adolescenza
e Neuropsichiatria Infantile


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REVIEW  


Minerva Pediatrica 2005 Ottobre;57(5):203-12

lingua: Italiano

L'osteoporosi primitiva e secondaria in età pediatrica

Rossi F., Perrotta S., Falcone E., Gimigliano F., Iodice M., Vetrella S., Iolascon G.


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L'osteoporosi viene oggi riconosciuta come una condizione patologica caratterizzata da un aumento della fragilità dell'osso e da un conseguente maggiore rischio di fratture. La misurazione della densità minerale ossea (bone mineral density, BMD) è effettuata al fine di porre diagnosi di osteoporosi prima della comparsa di una frattura e al fine di prevenirla. Tale diagnosi viene, oggi, effettuata paragonando la quantità di massa ossea del soggetto, rispetto a valori di riferimento di individui all'epoca del bone peack. L'assorbimetria di raggi X a doppia energia (dual-energy X-ray absorptiometry, DEXA) è il metodo di screening più utilizzato e attendibile.
La forma più frequente di osteoporosi si manifesta in seguito a trattamenti prolungati con preparati corticosteroidei. La maggior parte dei pazienti sottoposti a tali trattamenti, infatti, presenta una significativa depauperizzazione del tessuto osseo, che, frequentemente, sfocia in una vera e propria condizione osteoporotica con conseguente aumento del rischio di fratture, specialmente a livello della colonna vertebrale.
L'osteogenesi imperfetta è un disordine ereditario del metabolismo del tessuto connettivo, caratterizzato principalmente da un'aumentata fragilità ossea.
L'osteoporosi idiomatica giovanile, che non presenta nel proprio corteo sintomatologico sclere blu o altre stigmate dell'osteogenesi imperfetta, è una malattia rara anche se possono esserci più componenti affetti nell'ambito della stessa famiglia.
La ß-thalassemia major può presentare diverse complicanze ossee, la cui eziologia è tuttora dibattuta. Molti fattori, infatti, possono influenzare negativamente l'accrescimento osseo del paziente talassemico. Questi includono la pubertà precoce, l'espansione midollare, la terapia chelante con desferrioxamina, l'emocromatosi e fattori genetici.
Le attuali terapie utilizzate nell'osteoporosi agiscono prevalentemente inibendo il riassorbimento osseo e includono farmaci quali bifosfonati, calcitonina, agonisti selettivi dei recettori estrogenici.

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