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MINERVA PEDIATRICA

Rivista di Pediatria, Neonatologia, Medicina dell’Adolescenza
e Neuropsichiatria Infantile


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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Pediatrica 2004 June;56(3):335-40

Copyright © 2004 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Surgical approach to neonatal intestinal perforation. An analysis on 85 cases (1991-2001)

Calisti A., Perrelli L., Nanni L., Vallasciani S., D'Urzo C., Molle P., Briganti V., Assumma M., De Carolis M. P., Maragliano G.


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Obiettivo. Le perforazioni gastrointestinali interessano l'1-3% dei neonati ricoverati in Terapia Intensiva Neonatale. Il presente studio riporta l'esperienza di 3 Centri che coprono il 40% dei ricoveri della Regione Lazio. Lo scopo di questo studio è di discutere i fattori relativi alla sopravvivenza in pazienti affetti da lesione intestinale primitiva.
Metodi. Su 85 neonati con perforazione osservati tra il 1991 e il 2001, 67 avevano una lesione intestinale primitiva. Essa era solo in parte associata a enterite necrotizzante (necrotizing enterocolitis, NEC); negli altri casi essa era isolata, senza segni di NEC. Scopo dello studio è stato di esaminare gli aspetti clinici dei 2 tipi di perforazione e di valutarne i riflessi sulla sopravvivenza, soprattutto tra i nati di peso estrememente basso (extremely lowbirth weight, ELBW), che sono una quota rilevante di questi pazienti e che pongono maggiori problemi terapeutici.
Risultati. I pazienti (37 di sesso maschile e 30 di sesso femminile) avevano un peso medio di 1 274,8 g, un'età gestazionale media di 28,9 settimane e un'età media all'esordio della perforazione di 10 giorni. La sopravvivenza è stata del 56,8%. La suddivisione sulla base del reperto operatorio (associazione o meno con NEC) ha mostrato differenze di peso, maturità e anomalie associate. Una ulteriore distinzione si basava su epoca di insorgenza della perforazione e presentazione clinico-radiologica. Non vi sono state differenze nella sopravvivenza (59% vs 58%).
Il 55% dei casi osservati era di peso estremamente basso; in 21 la perforazione era associata a NEC, in 16 era isolata. Epoca di diagnosi, inizio dell'alimentazione e anomalie associate erano diverse nei 2 gruppi. La sopravvivenza è stata del 62% nei casi con NEC e del 50% nelle perforazioni isolate. Tutti furono sottoposti a laparotomia preceduta, in 4 casi, da drenaggio peritoneale temporaneo. La NEC era sempre associata a perforazioni multiple. La sopravvivenza maggiore si è avuta tra i casi trattati con derivazione intestinale rispetto ai casi trattati con resezione e ricanalizzazione primaria.
Conclusioni. La NEC rimane la causa più frequente di perforazione intestinale neonatale. Essa va tuttavia distinta dalla perforazione intestinale primitiva in assenza di NEC che interessa più frequentemente i neonati di peso estrememente basso e ha un comportamento clinico diverso. Il trattamento dei neonati ELBW con perforazione è problematico; il drenaggio peritonale primario può avere un ruolo nelle forme isolate, che, a questo scopo, vanno identificate preoperatoriamente.

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