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MINERVA PEDIATRICA

Rivista di Pediatria, Neonatologia, Medicina dell’Adolescenza
e Neuropsichiatria Infantile


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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Pediatrica 2003 December;55(6):599-606

Copyright © 2003 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese, Italiano

Legatura intra ed extrafunicolare delle vene ectasiche nel varicocele dell'adolescente: può considerarsi una tecnica gold-standard?

Cimador M., Castagnetti M., Ajovalasit V., Libri M., Bertozzi M., De Grazia E.


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Obiettivo. La terapia chirurgica del varicocele è tuttora alla ricerca di una tecnica gold-standard che sia in grado di correggere senza recidive, preservare la funzione testicolare ottimale, ridurre al minimo la morbilità post-operatoria precoce e tardiva, contenere i costi di gestione. Abbiamo valutato la presenza di questi criteri nella tecnica della sezione sub-inguinale delle vene ectasiche.
Metodi. Nel periodo 1994-2001, 142 bambini e adolescenti sono stati sottoposti nella nostra unità operativa alla correzione chirurgica del varicocele. L'età media era di 12,4 anni (range 8-15); in 106 casi (74,7%) abbiamo riscontrato un varicocele di III grado, mentre 36 pazienti (25,3%) avevano un pacchetto ectasico di II grado. L'indicazione chirurgica nel II grado è stata posta solo in presenza di dolenzia testicolare, rammollimento testicolare o ipotrofia del testicolo interessato (volume differenziale tra i 2 testicoli >20% o maggiore di 2 ml). Il varicocele è stato riparato usando la tecnica della legatura sub-inguinale delle vene intra ed extrafunicolari dilatate. La vaginale del testicolo non è stata sottoposta ad alcun trattamento chirurgico in 46 bambini (gruppo A), mentre in 42 casi si è proceduto all'eversione della tunica e nei restanti 54 si è operata la resezione per evitare la formazione di un idrocele post-operatorio (gruppo B).
Risultati. In 126 casi (88,7%) il varicocele si è risolto dopo il trattamento chirurgico, in 12 (8,4%) abbiamo rilevato la persistenza di dilatazioni venose residue non refluenti, in 4 pazienti un reflusso venoso postoperatorio recidivo è stato evidenziato al color-Doppler. Pertanto, alla luce di questi dati, il nostro attuale tasso di recidive è del 2.8%. Il follow-up medio è di di 2 anni e 3 mesi (range 1-5 anni). Non è stata osservata alcuna atrofia testicolare post-chirurgica. Sulla base dei dati dei pazienti trattati nell'anno 2000 (26 casi), al follow-up di 1 anno, il volume testicolare medio misurato con l'ecografia è aumentato in modo non significativo dopo la chirurgia da ml 4.69 (SD±1,46) di volume preoperatorio a ml 5.19 (SD±1,36) di volume postoperatorio (p=0,2) (Figure 2, 3).
Conclusioni. Abbiamo riscontrato un tasso di recidive del 2,9%, del tutto simile ai valori più bassi delle altre tecniche. Per quanto riguarda la morbilità postoperatoria, il maggior inconveniente è l'idrocele postchirurgico. Esso si è verificato nel 13% della nostra casistica meno recente (gruppo A), ma soltanto nel 4,1% dei pazienti in cui è stata associata l'eversione o la resezione della tunica vaginale. Il volume testicolare è aumentato nei nostri pazienti, anche se in modo statisticamente non significativo.
Poichè è stato dimostrato che la legatura dell'arteria testicolare non altera la crescita del testicolo e anche i nostri dati lo confermano, noi crediamo che sia più utile la legatura dell'arteria nel contenere le recidive dovute alla rete venosa periarteriosa (vene comitantes). In conclusione, possiamo affermare che la legatura subinguinale delle vene dilatate, quando eseguita con rigorose conoscenze della fisiopatologia del varicocele, è una procedura sicura e a basso costo.

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