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Rivista di Pediatria, Neonatologia, Medicina dell’Adolescenza
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Minerva Pediatrica 2003 Ottobre;55(5):461-70

 REVIEW

Diagnosi e diagnosi differenziale dell'obesità in età pediatrica

Crinò A., Greggio N. A., Beccaria L., Schiaffini R., Pietrobelli A., Maffeis C.

Nel 2-3% circa dei casi con semplice obesità ''essenziale'' in età pediatrica è possibile individuare un'origine endocrina o genetica (obesità secondaria). Il quadro clinico di tali forme è quasi sempre abbastanza caratteristico, tuttavia alcuni pazienti con obesità genetica possono presentare un quadro clinico incompleto o atipico.
In questo lavoro si forniscono al pediatra gli elementi essenziali per ottenere un corretto inquadramento diagnostico di fronte a un bambino obeso.
È opportuno effettuare sempre un'attenta anamnesi nonché un esame clinico accurato allo scopo di evidenziare eventuali fattori che possono aver contribuito all'insorgenza e all'evoluzione dell'eccesso ponderale. L'associazione di obesità con ritardo mentale, bassa statura, criptorchidismo o ipogonadismo, dismorfismi con facies più o meno caratteristica, alterazioni oculari e/o uditive, deve far pensare a una forma genetica. La sindrome di Prader-Willi è la piùfrequente di tali condizioni ed è dovuta a un'alterazione del cromosoma 15 di origine paterna. In tali pazienti il sospetto clinico deve essere confermato con il test di metilazione (indagine genetica di facile esecuzione e di basso costo).
Le disfunzioni endocrine che svolgono un ruolo patogenetico nell'obesità infantile sono anch'esse discretamente rare (ipotiroidismo, ipercorticosurrenalismo, patologia organica della regione ipotalamo-ipofisaria, pseudoipoparatiroidismo). Il trattamento precoce della disfunzione ormonale sarà in grado il più delle volte di migliorare o normalizzare l'eccesso ponderale.
In assenza di segni clinici specifici o in mancanza di una storia clinica significativa non è indicata per il bambino obeso alcuna indagine endocrinologica.
Il pediatra di famiglia deve richiedere alcune indagini ematochimiche di routine allo scopo di valutare la possibile presenza di complicanze o di alterazioni del metabolismo glucidico e/o lipidico. Il test da carico orale di glucosio è indispensabile solo nei pazienti con grave eccesso ponderale, con acanthosis nigricans e in quelli con familiarità per diabete. Nei casi più gravi deve essere effettuata un'accurata valutazione cardiovascolare e respiratoria.
Nel sospetto di un'obesità secondaria, il bambino andrà comunque inviato allo specialista endocrinologo pediatra per un inquadramento diagnostico e per il trattamento specifico, ma la collaborazione del pediatra di famiglia è indispensabile durante il follow-up per fornire un'adeguata assistenza al paziente e alla famiglia.

lingua: Italiano


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