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MINERVA PEDIATRICA

Rivista di Pediatria, Neonatologia, Medicina dell’Adolescenza
e Neuropsichiatria Infantile


Indexed/Abstracted in: CAB, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
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REVIEW  


Minerva Pediatrica 2003 October;55(5):453-60

lingua: Italiano

Criteri e limiti della definizione di obesità nell'età evolutiva

Luciano A., Livieri C., Di Pietro M. E., Bergamaschi G., Maffeis C.


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Una definizione scientificamente rigorosa dell'obesità del bambino non è ancora disponibile: non vi è infatti accordo tra i ricercatori sia sul tipo di indicatore di adiposità da utilizzare che sul cut-off più appropriato per definire il sovrappeso e l'obesità. Scopo di questo lavoro è analizzare le metodiche di riferimento disponibili per la diagnosi di obesità infantile ed i valori limite consigliabili per un impiego clinico routinario. I risultati di questa analisi si basano su dati della letteratura.
L'obesità è data da un eccesso di grasso corporeo. Le metodiche più utilizzate per la misurazione del grasso corporeo sono la plicometria, la bioimpedenzometria e la DEXA. La plicometria è la più consigliabile dal punto di vista clinico perché semplice ed economica, anche se poco riproducibile. Per la diagnosi di obesità viene convenzionalmente usato lo spessore della plica sottocutanea tricipitale: i bambini con una plica tricipitale superiore all'85° percentile, con riferimento alle tavole di Tanner, sono definiti obesi.
È tuttavia possibile definire obeso un bambino utilizzando i semplici dati di peso ed altezza. Infatti, calcolando il rapporto tra il peso (kg) ed il quadrato dell'altezza (m) si ottiene un indice, chiamato body mass index (BMI), strettamente associato al grado di adiposità del bambino, sufficientemente attendibile ed altamente riproducibile. Il BMI è stato recentemente proposto quale indice di riferimento per la diagnosi di obesità del bambino a livello internazionale. L'uso dei centili del BMI può fornire utili informazioni sull'evoluzione dell'eccesso ponderale, facilitando una valutazione in follow-up del paziente e la risposta al trattamento. I valori limite del BMI al di sopra dei quali il bambino viene definito sovrappeso od obeso sono ancora oggetto di discussione. Tuttavia, in accordo con quanto recentemente proposto da Cole et al. è condivisibile la scelta di usare come cut-off i percentili delle tabelle del BMI che coincidono con il BMI di 25 e 30 all'età di 18 anni. È comunque preferibile servirsi di tabelle di BMI popolazione specifiche, e riservare i parametri proposti da Cole et al. per una comparazione internazionale.

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