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MINERVA PEDIATRICA

Rivista di Pediatria, Neonatologia, Medicina dell’Adolescenza
e Neuropsichiatria Infantile


Indexed/Abstracted in: CAB, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
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  ANTIBIOTICOTERAPIA


Minerva Pediatrica 2003 October;55(5):415-38

lingua: Inglese

Acute otitis media disease management

Pichichero M. E., Casey J. R.


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Un primo passo nel processo decisionale relativo al trattamento dell'otite media si deve focalizzare su una diagnosi accurata, al fine di distinguere un'otite media normale da un'otite media acuta, da un'otite media con versamento, o da una membrana timpanica retratta in assenza di versamento a livello dell'orecchio medio. Esistono diversi schemi di classificazione dell'otite media acuta, che possono avere ripercussioni sulle decisioni terapeutiche: i pazienti affetti da otite media acuta, persistente, ricorrente, oppure cronica possono presentare una differente distribuzione dei batteri patogeni e una differente probabilità di successo con la terapia antimicrobica. L'età del paziente, la natura dei trattamenti precedentemente effettuati e la presenza di eventuali visite ambulatoriali pregresse rappresentano altre importanti variabili. La storia naturale dell'otite media acuta in assenza di terapia antibiotica è solitamente favorevole; tuttavia, questo parametro è difficilmente quantificabile a partire dai pochi studi disponibili, dal momento che la diagnosi raramente è stata confermata mediante timpanocentesi, con la conseguente possibilità che molti dei pazienti arruolati in questi studi non fossero in realtà affetti da otite media acuta di natura batterica. La scelta dell'antibiotico da impiegare dovrebbe riflettere i dati farmacocinetici/farmacodinamici, nonchè i risultati degli studi clinici che hanno dimostrato l'efficacia nell'eradicazione dei patogeni più comuni, sulla base dei campioni prelevati mediante timpanocentesi e dei test di sensibilità agli antibiotici. Quindi dovrebbero essere presi in considerazione fattori relativi alla compliance, come la formulazione, i tempi di assunzione delle singole dosi, e la durata del trattamento, nonché altri fattori, quali la disponibilità e il costo. La selezione dell'antibiotico dovrebbe essere effettuata tenendo in considerazione l'incremento della frequenza dei fenomeni di resistenza agli antibiotici tra i batteri patogeni responsabili dell'otite media acuta e i mutevoli profili di suscettibilità di questi batteri. Attualmente dalla pratica clinica emergono le raccomandazioni di utilizzare l'amoxicillina per l'otite media acuta non complicata, di continuare la terapia impostata o di passare a un antibiotico alternativo sulla base della risposta clinica dopo 48 ore di terapia, e di utilizzare gli antibiotici di seconda linea come antibiotici di prima scelta nel caso in cui il paziente sia già stato trattato con antibiotici nel corso del mese precedente oppure sia suscettibile a sviluppare le otiti. Gli agenti farmacologici di seconda linea presenti con maggiore frequenza nelle linee-guida includono l'amoxicillina/acido clavulanico, il cefdinir, il cefpodoxime, il cefprozil, e il cefuroxime. Tre iniezioni di ceftriaxone o di gatifloxacin (se approvato) o la timpanocentesi a scopo diagnostico/terapeutico (se approvata) costituiscono una opzione terapeutica di terza linea. Non esiste una singola terapia antibiotica o strategia terapeutica ideale per tutti i pazienti.

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