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MINERVA PEDIATRICA

Rivista di Pediatria, Neonatologia, Medicina dell’Adolescenza
e Neuropsichiatria Infantile


Indexed/Abstracted in: CAB, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
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REVIEW  


Minerva Pediatrica 2003 Aprile;55(2):89-102

lingua: Inglese

The genesis of cognitive and behavioral deficits in premature graduates of intensive care

Perlman J. M.


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L'aumentata sopravvivenza di neonati con peso alla nascita molto basso, inclusi quelli nati al limite estremo della possibilità di vita, è associata al riscontro di significativi deficit cognitivi e comportamentali al follow-up, con interessamento anche dell'età scolare e dell'adolescenza. Questi problemi hanno un'incidenza frequente sia in presenza che in assenza di anomalie neurosonografiche. I fattori/gli eventi che possono predisporre a questi problemi includono le complicanze mediche della prematurità, ovvero la malattia polmonare cronica, gli episodi ricorrenti di apnea e di bradicardia, l'ipotiroxinemia transitoria della prematurità, l'iperbilirubinemia, le deficienze nutrizionali, i farmaci utilizzati nel trattamento di queste condizioni (glicocorticoidi, teofillina, ecc.) e lo stress associato con l'ospedalizzazione prolungata. In relazione a quest'ultimo aspetto, sono considerati essere di particolare importanza la presenza di molteplici apparecchiature, che limitano l'interazione tra il neonato ed il genitore, gli elevati livelli di rumore e l'illuminazione costante. Vengono presentate evidenze sperimentali che dimostrano il valore delle interazioni positive tra il soggetto e il genitore in relazione al risultato neurocomportamentale. Fra gli interventi suggeriti sono compresi la riduzione dei livelli di rumore e la sua sostituzione con la musica, la modulazione dell'esposizione alla luce e l'incremento delle interazioni neonato-genitori, come nella «kangaroo care». In ultimo viene discusso l'importante ruolo postnatale delle influenze sociali sul risultato cognitivo e comportamentale.

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