Ricerca avanzata

Home > Riviste > Minerva Pediatrica > Fascicoli precedenti > Minerva Pediatrica 2002 Agosto;54(4) > Minerva Pediatrica 2002 Agosto;54(4):295-304

FASCICOLI E ARTICOLI   I PIÙ LETTI   eTOC

ULTIMO FASCICOLOMINERVA PEDIATRICA

Rivista di Pediatria, Neonatologia, Medicina dell’Adolescenza
e Neuropsichiatria Infantile

Indexed/Abstracted in: CAB, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 0,532

Periodicità: Bimestrale

ISSN 0026-4946

Online ISSN 1827-1715

 

Minerva Pediatrica 2002 Agosto;54(4):295-304

 REVIEW

The pneumococcal conjugate vaccine

Jacobson R. M., Poland G. A.

Lo Streptococcus pneumoniae è responsabile della maggior parte dei casi di otite media, sinusite e polmonite che si osservano nei bambini. È pure fra le cause più frequenti di infezioni batteriche di tipo invasivo, quali batteriemia e meningite, che si registrano in piccoli pazienti. Sempre a proposito dello S. pneumoniae, è da segnalare la recente comparsa di ceppi microbici resistenti alla penicillina e ad altri antibiotici. I piccoli di età inferiore a 2 anni sono esposti a un'aumentata incidenza di infezioni pneumococciche di tipo invasivo, ma non rispondono al vaccino polisaccaridico 23-valente a causa dell'immaturità della risposta immunitaria non dipendente dalle cellule T. Se l'antigene polisaccaridico viene coniugato con un legame covalente a un vettore proteico è possibile migliorare la risposta immunitaria del soggetto vaccinato, consentendogli di utilizzare la risposta immunitaria legata alle cellule T, che è giunta a adeguata maturazione anche nei bambini di età inferiore a 2 anni. Studi di immunogenicità condotti sul vaccino polisaccaridico coniugato di tipo eptavalente, attualmente disponibile sul mercato (Prevnar®, Wyeth Lederle Vaccines), hanno dimostrato che i piccoli vaccinati con tre dosi somministrate a 2 mesi di distanza fra loro (rispettivamente a 2, 4 e 6 mesi di età) sono in grado di produrre anticorpi attivi contro tutti i 7 sierotipi; richiami eseguiti a 12-15 mesi di età evocano una risposta anamnestica per ciascun sierotipo. Analoghe indagini di immunogenicità condotte su piccoli portatori di sickel cell anemia e di infezione da HIV hanno dimostrato una valida risposta immunitaria. Un trial di efficacia, che coinvolse all'incirca 38.000 bambini, ha confermato la capacità del vaccino di prevenire le infezioni pneumococciche di tipo invasivo, la polmonite e l'otite media negli individui sani. Attualmente il Comitato Consultivo sulle Pratiche Vaccinali degli USA raccomanda che tutti i piccoli di età inferiore a 24 mesi vengano sottoposti a vaccinazione. I bambini dovrebbero essere vaccinati di routine a 2, 4 e 6 mesi di età e sottoposti a richiamo a 12-15 mesi di vita. I bambini più piccoli possono ricevere la prima dose vaccinale anche a 6 settimane di vita. Il vaccino è pure indicato nei bambini di 24-59 mesi di età che siano maggiormente esposti al rischio di infezioni pneumococciche. Fra gli effetti collaterali sono comprese reazioni locali, che compaiono nei primi due giorni successivi alla vaccinazione, sotto forma di arrossamento (10% circa dei casi), tumefazione (10%) e dolorabilità (20%). Sempre nei primi due giorni successivi alla vaccinazione, è possibile osservare un rialzo termico fino a 38°C (o più) nel 15-25% dei bambini. Sono necessari ulteriori studi a distanza per meglio valutare altri importanti aspetti di questa pratica vaccinale nei bambini e in differenti gruppi di età.

lingua: Inglese


FULL TEXT  ESTRATTI

inizio pagina