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MINERVA PEDIATRICA

Rivista di Pediatria, Neonatologia, Medicina dell’Adolescenza
e Neuropsichiatria Infantile


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CASI CLINICI  


Minerva Pediatrica 2001 December;53(6):587-90

lingua: Italiano

L'ulcera di Buruli. Caso clinico

Merone A., Saggiomo G., Severino G, Capone D., De Vincentiis G.


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Gli Autori presentano un caso di infezione cutanea, l'ulcera del Buruli, tipica di alcune zone dell'Africa: Ghana, Uganda, Costa d'Avorio, Senegal e quasi tutti i paesi dell'Africa centrale. Tale infezione è causata dal Mycobacterium ulcerans che appartiene alla specie dei Mycobacterium non tubercolari, simili per colorazione e morfologia al Mycobacterium tubercolosis, ma da esso distinto per velocità di crescita, esigenze nutrizionali, capacità di produrre pigmenti con attività enzimatiche, sensibilità alla temperatura e resistenza agli agenti anti tubercolari. L'infezione da Mycobacterium segue all'inoculo percutaneo dello stesso e si presenta come un nodulo eritematoso, indolore, che va incontro a necrosi centrale ed ulcerazione. La lesione, inzialmente, si mostra con necrosi cutanea, si ha ulcerazione del derma e dell'epidermide. La lesione istologica rivela una necrosi coagulativa del derma profondo e dell'epidermide con distruzione dei nervi e dei vasi sanguigni ed è presente edema interstiziale. Con la guarigione vi è una risposta granulomatosa e l'area interessata è generalmente ricoperta da una cicatrice depressa. Gli Autori, nel caso venuto alla loro osservazione, hanno effettuato un trattamento inizialmente conservativo utilizzando un gel (IntraSite gel) che per le sue caratteristiche ha permesso la distruzione del tessuto necrotico presente sul letto dell'ulcera e di stimolare la formazione di tessuto di granulazione. A sua volta lo strato di gel veniva coperto da una medicazione in triplice strato di poliuretano che per le sue caratteristiche permetteva di mantenere costante il grado di umidità a livello della lesione, favorendo la riparazione, e di fungere da barriera verso i germi esterni. Tale trattamento ha permesso di ottenere una perfetta sterilizzazione della lesione cutanea in circa 30 giorni con medicazioni ogni 3 giorni e di permettere successivamente il trattamento chirurgico con completa guarigione dopo ulteriori 20 giorni.

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