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Rivista di Pediatria, Neonatologia, Medicina dell’Adolescenza
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Minerva Pediatrica 2001 Agosto;53(4):275-84

 ARTICOLI ORIGINALI

Trattamento chirurgico o conservativo dell'idronefrosi congenita. Dieci anni di esperienza

De Grazia E., Castagnetti M., Cimador M.

Obiettivo. Il trattamento delle idronefrosi diagnosticate nel periodo perinatale costituisce una problematica attualmente molto dibattuta. Le diverse opinioni derivano anche dall'assenza di un esame diagnostico accurato e di ben definiti valori di cut-off per i singoli esami. Per questo motivo abbiamo rivalutato retrospettivamente la nostra esperienza nel trattamento di questi pazienti.
Metodi. Sono stati valutati presso il nostro reparto 272 bambini con idronefrosi monolaterale. Pazienti con idronefrosi bilaterali o con altre anomalie renali o ureterali sono stati esclusi. La diagnosi ed il grading delle idronefrosi sono stati effettuati ecograficamente. Le idronefrosi di grado uguale o superiore al II hanno ricevuto anche una valutazione dell'eliminazione del contrasto dalla pelvi all'urografia endovenosa con test al diuretico o, dopo il 1995, un renogramma diuretico. Sono state considerate indicazioni all'intervento: la presenza di infezioni urinarie ricorrenti, di idronefrosi di IV grado, di ostruzione all'esame funzionale, di una funzione renale differenziale <40%. I pazienti trattati conservativamente sono stati seguiti periodicamente con ecografie, esami delle urine e ulteriori test funzionali nei casi più dubbi.
Risultati. Le idronefrosi erano sul lato sinistro in 98 casi (36%), sul destro nei restanti 174 (64%) e presentavano la seguente distribuzione: 129 di I grado (47%), 46 di II (17%), 57 di III (21%), 40 di IV (15%). Sono stati sottoposti ad intervento chirurgico 57 bambini (21%): 49 (86%) per la presenza di un pattern ostruttivo ai test funzionali, 40 (70%) per una funzione renale differenziale inferiore al 40%, 5 (8%) per infezioni urinarie ricorrenti, 40 (70%) per idronefrosi di IV grado. In nessun caso è stato necessario ricorrere ad una nefrectomia. Il follow-up postoperatorio ha avuto una durata media di 2,8 anni. Le dilatazioni pelviche si sono ridotte o sono rimaste invariate, mentre il pattern ostruttivo è sempre scomparso. Nei 163 (60%) soggetti trattati conservativamente, dopo un follow-up medio di 4,1 anni, l'idronefrosi si è ridotta in 149 (91%) ed è rimasta immodificata in 14 (9%).
Conclusioni. Il management dell'idronefrosi congenita resta tuttora dibattuto perché la storia naturale di questa malattia è sconosciuta e manca un esame accurato per l'inquadramento diagnostico di questi reni. Noi crediamo che le idronefrosi soggette ad infezioni ricorrenti, quelle di IV grado, quelle con un pattern ostruttivo ai test funzionali o con funzione renale differenziale inferiore al 40% vadano sempre operate. All'opposto, le idronefrosi di I grado non necessitano mai di intervento. Le idronefrosi di grado intermedio possono essere seguite conservativamente con un follow-up stretto ed essere operate solo in caso di compromissione funzionale.

lingua: Inglese, Italiano


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