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MINERVA PEDIATRICA

Rivista di Pediatria, Neonatologia, Medicina dell’Adolescenza
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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Pediatrica 2001 April;53(2):87-94

Copyright © 2001 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Il coinvolgimento cardiaco nella malattia di Kawasaki. Esperienza personale

Sciacca P., Falsaperla R., Barone P., Tornambene G., Mattia C., Marletta M., Betta P., Distefano G.


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Obiettivo. La malattia di Kawasaki è una vasculite acuta da causa sconosciuta che colpisce i bambini sotto i 5 anni d'età e nel 20-25% dei casi può causare anomalie delle coronarie. La terapia immediata con gamma globuline ed acido acetilsalicilico riduce fortemente il rischio di sviluppare anomalie coronariche. Poiché l'evoluzione delle lesioni coronariche è abbastanza variabile e poco prevedibile anche quando la terapia venga instaurata precocemente, ci è sembrato interessante riportare la nostra esperienza.
Metodi. Lo studio comprendeva 41 bambini con malattia di Kawasaki seguiti presso la nostra U.O. di Cardiologia Pediatrica dal 1987 ad oggi. L'età era compresa tra i 3 mesi e i 5 anni. Tutti i pazienti e sono stati sottoposti ad elettrocardiogramma ed ecocardiografia color-Doppler al momento della diagnosi, dopo 1 settimana, alla III, VI e VIII settimana, dopo 6 mesi e dopo 1 anno dalla diagnosi. Abbiamo riscontrato anomalie cardiache all'ecocardiografia in soli 5 pazienti (12,19%). L'età media in questi casi era più bassa e l'interessamento coronarico si era verificato nonostante la tempestiva diagnosi e terapia con gamma globulina 400 mg/kg/die ed acido acetilsalicilico.
Risultati. I reperti elettrocardiografici non erano rilevanti o erano aspecifici per interessamento coronarico. In tre casi le anomalie coronariche sono regredite entro il primo anno dalla diagnosi, gli altri 2 sono ancora nel primo anno di follow-up. In 9 casi abbiamo effettuato controlli a distanza (6-9 anni) ed erano tutti normali, eccetto un caso con arterite renale ed ipertensione nefrovascolare ed un altro con lieve insufficienza mitralica.
Conclusioni. Gli Autori sottolineano il ruolo del long-term follow-up clinico e strumentale che andrebbe abitualmente esteso a tutti i pazienti con malattia di Kawasaki con anomalie coronariche anche regredite precocemente.

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