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MINERVA PEDIATRICA

Rivista di Pediatria, Neonatologia, Medicina dell’Adolescenza
e Neuropsichiatria Infantile


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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Pediatrica 2000 Novembre;52(11):623-8

lingua: Italiano

Il trauma cranico in età pediatrica (Considerazioni a proposito di 3715 casi consecutivi)

Abbate B., Donati P., Cagnoni G.


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Obiettivo. Gli Autori presentano la loro esperienza a proposito di 3715 casi di trauma cranico in età pediatrica, osservati negli ultimi 3 anni (1997-1999) presso il Pronto Soccorso Chirurgico dell'ospedale pediatrico «Anna Meyer» di Firenze.
Metodi. Lo studio è stato effettuato in modo prospettico, considerando la prima valutazione effettuata dal chirurgo pediatra, ed il successivo iter diagnostico-clinico, comprendente, a secondo della gravità, la dimissione immediata con foglio di istruzioni scritte, l'osservazione «breve» (fino a 12 ore) in Dipartimento Emergenza Accettazione, e/o il ricovero in turno neurochirurgico, medico o chirurgico, o in Rianimazione. Sono stati considerati gli accertamenti diagnostico-strumentali effettuati nei vari momenti del percorso assistenziale (Rx cranio, TC diretta del cranio, elettroencefalogramma) e le consulenze specialistiche effettuate (neurochirurgica, neurologica, pediatrica, rianimatoria). Sono stati esclusi i dati relativi a bambini traumatizzati trasferiti da altri ospedali per intervento neurochirurgico, considerando solo i pazienti visitati primariamente presso il nostro ospedale. Nei casi di ricovero superiore a 48 ore è stato programmato un controllo ambulatoriale neurochirurgico a distanza di una settimana. Nei casi di gravità maggiore, è stato programmato un ricovero in Day Hospital a 6 mesi e un anno.
Risultati. Nel 91% dei casi si trattava di trauma cranico minore e l'età variava da 5 giorni a 14 anni; ed oltre il 60% delle osservazioni si riferiva a maschi. I ricoveri sono stati l'1,5% sul totale degli accessi in Pronto Soccorso e l'8,4% degli accessi per trauma cranico, con un tempo di ricovero fra 1 e 6 giorni. I decessi sono stati 4, in pazienti gravi politraumatizzati. Un solo caso di ferita da arma da fuoco, non mortale. La radiografia del cranio è stata eseguita nel 13,4% dei pazienti, con evidenza di frattura, fra questi, del 19,1% dei casi. La TC diretta del cranio è stata eseguita nel 10,2% dei casi, con referto patologico nel 23,9% dei casi. Un intervento neurochirurgico si è reso necessario nel 5,9% dei pazienti ricoverati. Fra le sequele tardive del trauma cranico, un solo caso di epilessia, 7 mesi dopo il trauma.
Conclusioni. Dall'anamnesi risulta che il motivo più frequente e determinante nella genesi dell'evento traumatico è la «caduta di attenzione» da parte degli adulti, e che la maggior parte dei traumi più gravi sono dovuti ad incidenti stradali, sia da investimento, che come trasportati. Gli Autori ribadiscono, infine, l'importanza del riconoscimento e corretto trattamento del danno cerebrale cosiddetto secondario, ad insorgenza non immediata e potenzialmente grave, e dell'identificazione dei fattori di rischio per il trauma cranico, allo scopo di ridurne l'incidenza e la gravità.

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