Home > Riviste > Minerva Pediatrica > Fascicoli precedenti > Minerva Pediatrica 1999 Maggio;51(5) > Minerva Pediatrica 1999 Maggio;51(5):149-52

ULTIMO FASCICOLO
 

ARTICLE TOOLS

Estratti

MINERVA PEDIATRICA

Rivista di Pediatria, Neonatologia, Medicina dell’Adolescenza
e Neuropsichiatria Infantile


Indexed/Abstracted in: CAB, EMBASE, PubMed/MEDLINE, Science Citation Index Expanded (SciSearch), Scopus
Impact Factor 0,532


eTOC

 

ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Pediatrica 1999 Maggio;51(5):149-52

lingua: Italiano

Associazione ossibutina-desmopressina nel trattamento dell'enuresi primaria notturna con disturbi minzionali diurni

De Grazia E., Cimador M.


PDF  


Introduzione. Con l'uso della desmopressina (DDAVP), un analogo di sintesi della vasopressina, nel trattamento dell'enuresi, si è aperto il capitolo della terapia su base patogenetica. Poiché la maggioranza del nostri pazienti è affetta da enuresi primaria con disturbi minzionali diurni, abbiamo effettuato uno studio in cui tali bambini sono stati trattati con l'associazione desmopressina-ossibutinina.
Materiali e metodi. Ottantanove pazienti con enuresi, urgenza minzionale, incontinenza da urgenza e pollachiuria sono stati trattati secondo uno schema posologico standard (DDAVP 20 mcg/die+Ossibutinina 0,3-0,6 mg/kg/die) per un periodo di tempo variabile, in relazione alla risposta al trattamento.
Risultati. Le notti bagnate si sono ridotte in media da 23,4 a 6,4 notti/30 dopo 1 mese di terapia, e a 3,8 e 2,9 notti/30 rispettivamente dopo 3 mesi e 6 mesi dall'inizio del trattamento. Nel contempo anche i disturbi minzionali sono totalmente scomparsi entro 3 mesi. Il numero di guarigioni è stato pari al 50% dei pazienti già al 4° mese di terapia e le guarigioni complessive ammontano al 93,2% a 6 mesi dall'inizio del trattamento. Di contro 2 pazienti hanno continuato a bagnarsi più di 1 notte al mese anche dopo 9 mesi di terapia associativa.
Conclusioni. Dai dati esposti si desume che i bambini enuretici con disturbi minzionali diurni possono essere trattati con successo con l'associazione ossibutinina-desmopressina, poiché la riduzione dell'output urinario dovuto alla DDAVP ed il conseguente minore riempimento vescicale evitano l'insorgenza di contrazioni instabili, in attività sinergica con l'anticolinergico.

inizio pagina

Publication History

Per citare questo articolo

Corresponding author e-mail