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MINERVA ORTOPEDICA E TRAUMATOLOGICA

Rivista di Ortopedia e Traumatologia


Official Journal of the Piedmontese-Ligurian-Lombard Society of Orthopedics and Traumatology
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  CHIRURGIA DI SPALLA E GOMITO


Minerva Ortopedica e Traumatologica 2013 Agosto;64(4):361-75

lingua: Inglese

Artroplastica totale inversa della spalla: una review

Hattrup S. J.

Department of Orthopedic Surgery Mayo Clinic in Arizona Mayo Medical School, Phoenix, AZ, USA


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L’artroplastica inversa della spalla (reverse shoulder arthroplasty, RSA) è stata sviluppata dal lavoro di Paul Grammont, il quale era insoddisfatto delle alternative di trattamento chirurgico disponibili per la malattia grave della cuffia dei rotatori e per l’artrite della spalla. Introducendo il concetto di disegno protesico con un’ampia componente glenoidea sferica, un centro di rotazione mediale coincidente con la superficie glenoidea, e una dislocazione mediale e distale dell’omero, egli è stato in grado di ottenere risultati superiori a quelli ottenuti in precedenza. L’interesse per il suo lavoro è cresciuto rapidamente e l’artroplastica inversa è attualmente utilizzata per numerose indicazioni, inclusa l’artropatia da lesione della cuffia, la lesione massiva della cuffia dei rotatori, l’artrite reumatoide, le fratture dell’omero prossimale acute e croniche e la chirurgia di revisione. I risultati derivanti dalla RSA sono ottimi nella maggior parte dei pazienti. A seconda dell’indicazione diagnostica, gli esiti riportati includono punteggi del dolore medi pari a 1-2, elevazione attiva di 130-140 gradi e un punteggio di Constant pari a 60-70 o superiore. In genere, gli esiti migliori si osservano con la lesione massiva della cuffia dei rotatori e con l’artropatia da lesione della cuffia, mentre risultati inferiori si osservano con la chirurgia di revisione della protesi. Purtroppo, le complicanze si verificano con una certa regolarità. Il conflitto tra protesi e bordo inferiore della scapola (scapular notching) è molto frequente in numerose serie, fino ad avere un’incidenza quali uniforme. Ulteriori complicanze includono l’infezione e l’ematoma postoperatori, le fratture della spina scapolare e dell’acromion, la lussazione, la mobilizzazione e il fallimento meccanico. Anche la durevolezza di tali protesi è incerta, con alcuni autori che riportano un minore sollievo dal dolore e una diminuzione della funzionalità con il passare del tempo. Si spera che i miglioramenti nella tecnica chirurgica e l’evoluzione del disegno protesico miglioreranno l’incidenza delle complicanze e del fallimento prematuro. La RSA è un’innovazione importante nell’armamentario dei chirurghi ortopedici. È indicata per numerosi disturbi complessi ma deve essere effettuata con discrezione, fino a che la durevolezza di tali impianti non sia stabilita in maniera più certa.

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