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MINERVA ORTOPEDICA E TRAUMATOLOGICA

Rivista di Ortopedia e Traumatologia


Official Journal of the Piedmontese-Ligurian-Lombard Society of Orthopedics and Traumatology
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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Ortopedica e Traumatologica 2013 June;64(3):305-17

lingua: Italiano, Inglese

Riabitazione di osso sintetico in osteotomia tibiale alta valgizzante in addizione: studio RM

Asteggiano E. 1, Atzori F. 1, Busso M. 2, Arrigoni C. 1, Crosio A. 1, Massè A. 1

1 Unit of Orthopedics and Traumatology, San Luigi Gonzaga University Hospital Orbassano, Turin, Italy;
2 Unit of Radiodiagnostic, San Luigi Gonzaga University Hospital, Orbassano, Turin, Italy


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Obiettivo. Lo studio proposto ha utilizzato come metodica di indagine la Risonanza Magnetica per analizzare osteointegrazione e riabitazione dell’osso sintetico a seguito di posizionamento di cuneo di tricalcio fosfato in sede di osteotomia tibiale alta valgizzante, intervento validato clinicamente per la correzione del ginocchio varo. Gli studi disponibili per valutare la qualità del tessuto neoformato all’interno dell’osteotomia sono scarsi e utilizzano solo la radiologia tradizionale.
Metodi. Sono stati reclutati 10 pazienti operati (4 bilateralmente) tra il 2008 e il 2012. Essi sono stati sottoposti a una RM del ginocchio trattato a un intervallo temporale compreso tra 15 giorni e 3 anni dall’intervento chirurgico. L’outcome clinico è stato valutato attraverso la Tegner Lysholm Knee Scoring Scale, sia in sede preoperatoria che ad almeno 6 mesi dall’intervento.
Risultati. I risultati clinici mostrano un miglioramento progressivo della sintomatologia dolorosa e della qualità della vita. I risultati di imaging di RM dimostrano una diversa intensità di segnale, costante nel tempo, del materiale rispetto alla struttura ossea circostante, anche a distanza dall’intervento chirurgico. Con l’aumentare della distanza temporale tra intervento e Risonanza, risulta evidente la formazione di un orletto sclerotico che delimita il cuneo.
Conclusioni. Dall’analisi svolta si conferma che dal punto di vista clinico l’intervento risulta efficace nella correzione del ginocchio varo. Le immagini di risonanza mostrano come il processo di osteointegrazione, ascritto alla formazione di orletto sclerotico attorno al materiale inserito, sia avvenuto; il processo di riabilitazione da parte degli osteoblasti non ha avuto luogo, a causa della pressoché assente mutazione del segnale RM del materiale inserito.

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