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Rivista di Ortopedia e Traumatologia


Official Journal of the Piedmontese-Ligurian-Lombard Society of Orthopedics and Traumatology
Indexed/Abtracted in: EMBASE, Scopus, Emerging Sources Citation Index

 

Minerva Ortopedica e Traumatologica 2012 Dicembre;63(6):471-7

 REVIEW

La gestione del dolore persistente in ortopedia

Cherubino P., Murena L., Ratti C.

Clinica Ortopedica Traumatologica, Dipartimento di Biotecnologie e Scienze della Vita, Università dell’Insubria, Varese, Italia

Il dolore secondario a patologie osteoarticolari degenerative è uno dei sintomi principali in ortopedia. A causa del dolore cronico, associato alla limitazione funzionale, i pazienti si rivolgono all’ortopedico e decidono di sottoporsi ad interventi di protesizzazione del ginocchio o dell’anca. Nella maggior parte dei casi il periodo di attesa che precede l’intervento è caratterizzato dalla presenza di dolore d’intensità moderato-severa che limita la funzione e l’attività dei pazienti. Il controllo del dolore mantiene la sua importanza anche in fase postoperatoria. Infatti il dolore severo si associa ad una degenza più prolungata, a una scarsa aderenza al programma riabilitativo, ad un ritardo nella deambulazione o a un aumento delle complicanze post-operatorie. Tra i trattamenti convenzionali della terapia antalgica ricordiamo i farmaci antiinfiammatori non steroidei e gli oppiacei. I primi generalmente dovrebbero essere somministrati per un periodo massimo di 15-20 giorni considerata la scarsa tollerabilità della classe farmacologica; i secondi invece possono risultare difficoltosi da gestire per il medico e poco graditi ai pazienti a causa delle interazioni farmacologiche, della scarsa tollerabilità gastrointestinale e del fenomeno della tolleranza. Di recente è stata introdotta in Italia una nuova molecola (tapentadolo) che possiede un peculiare meccanismo d’azione che la differenzia da tutti gli analgesici finora disponibili, tanto da far ipotizzare una nuova classe terapeutica, MOR-NRI. Nella pratica clinica ortopedica ciò si può tradurre nella possibilità di una terapia analgesica più appropriata ed efficace soprattutto nel paziente con dolore persistente, consentendo all’ortopedico di trovare un approccio semplice e corretto là dove le altre opzioni terapeutiche possono al contrario risultare complesse o improprie.

lingua: Italiano


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