Home > Riviste > Minerva Ortopedica e Traumatologica > Fascicoli precedenti > Minerva Ortopedica e Traumatologica 2012 December;63(6) > Minerva Ortopedica e Traumatologica 2012 December;63(6):455-63

ULTIMO FASCICOLO
 

ARTICLE TOOLS

Estratti

MINERVA ORTOPEDICA E TRAUMATOLOGICA

Rivista di Ortopedia e Traumatologia


Official Journal of the Piedmontese-Ligurian-Lombard Society of Orthopedics and Traumatology
Indexed/Abtracted in: EMBASE, Scopus, Emerging Sources Citation Index


eTOC

 

ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Ortopedica e Traumatologica 2012 December;63(6):455-63

lingua: Italiano

Risultati a breve-medio termine dell’impianto di 51 protesi totali di ginocchio con piatto mobile

D’amelio A., Atzori F., Bersano A., Gastaldo M., Massè A.

Struttura Complessa Dipartimento, Universitario, Ortopedia e Traumatologia, AOU San Luigi Gonzaga, Orbassano, Torino, Italia


PDF  


Obiettivo. Nella chirurgia protesica del ginocchio, nonostante gli ottimi risultati raggiunti, rimangono ancora alcuni punti da approfondire come la scelta tra modelli con piatto tibiale fisso o mobile, il ruolo della protesizzazione rotulea e la scelta di sacrificare o conservare l’LCP. Abbiamo rivalutato i risultati ottenuti in pazienti che hanno subito un impianto di PTG con piatto mobile di tipo RP, confrontandoli con quelli in letteratura e ricavandone ulteriori dati da approfondire nei futuri studi.
Metodi. Dal 2008 al 2011 presso la nostra struttura sono state impiantate 51 PTG con piatto mobile tipo RP a stabilità posteriore. L’età media dei pazienti era di 71 anni. I dati clinici sono stati raccolti con il KSS. Il dato radiologico è stato valutato con il Knee Society TKA roentgenographic evaluation and scoring. Il follow-up medio è stato di 30 mesi.
Risultati. Il KSS è passato dai 45 punti del preoperatorio agli 87 punti del postoperatorio. Il ROM, che nel preoperatorio era di 10-110°, è aumentato fino a 1-122°. Radiologicamente non si sono registrate usura del polietilene, né altre complicanze.
Conclusioni. Rispettando le indicazioni della letteratura, con una tecnica chirurgica attenta, in particolare al corretto bilanciamento finale dei tessuti molli, i risultati ottenuti nella nostra serie di pazienti sono stati incoraggianti. Per il futuro l’idea è quella di non abbandonare completamente l’utilizzo del piatto fisso, ma di guidare la scelta tra i diversi modelli in base ad alcune caratteristiche anagrafiche, cliniche e morfologiche dei pazienti.

inizio pagina

Publication History

Per citare questo articolo

Corresponding author e-mail