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MINERVA ORTOPEDICA E TRAUMATOLOGICA

Rivista di Ortopedia e Traumatologia


Official Journal of the Piedmontese-Ligurian-Lombard Society of Orthopedics and Traumatology
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REVIEW  


Minerva Ortopedica e Traumatologica 2012 October;63(5):325-35

Copyright © 2012 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano, Inglese

Plastica dei tessuti molli nell’instabilità femoro rotulea

Pellegrino P. 1, Gennari E. 1, Sito G. 1, Fissore L. 2, La Russa M. 1, Castoldi F. 1

1 Orthopedics and Traumatology Division, Mauriziano “Umberto I” Hospital, University of Turin Medical School, Turin, Italy; 2 CTO Hospital, 1st Clinic of Orthopedics and Traumatology, University of Turin Medical School, Turin, Italy


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Le instabilità dell’articolazione femoro-rotulea sono cause comuni di dolore e disabilità. La quasi totalità di queste sono problemi di instabilità laterale. Sono stati identificati molti fattori di rischio, quali patella alta, displasia trocleare, un aumentato angolo Q e precedenti lussazioni traumatiche. Esistono trattamenti sia conservativi sia chirurgici. Questo articolo intende analizzare le differenti plastiche dei tessuti molli e i rispettivi risultati. Gli interventi chirurgici che prevedono tempi ossei non sono stati considerati. Le plastiche dei tessuti molli vengono praticate su strutture quali il muscolo Vasto Mediale Obliquo (VMO), il legamento patellofemorale mediale (MPFL), il retinacolo mediale (MR) o il retinacolo laterale (LR). Vengono utilizzate, da sole od in associazione, tecniche differenti quali il ritensionamento mediale, la riparazione delle strutture mediali, la ricostruzione delle strutture mediali e il release del retinacolo laterale. Non sono descritte in letteratura indicazioni all’intervento chirurgico chiare e universalmente accettate. I metodi di classificazione per i risultati ottenuti, per la valutazione radiologica e fisica dei pazienti non sono omogenei e non presentano evidenza statistica. Complessivamente le differenti tecniche descritte hanno un tasso di successi tra il 50% ed il 97%, ma sono state in buona parte eseguite su piccoli campioni di pazienti selezionati. Attualmente non esistono evidenze sull’efficacia di queste tecniche, nonostante i buoni risultati ottenuti su alcune classi di pazienti possano essere considerati incoraggianti. Il passo successivo sarà quello di validare le procedure per la valutazione pre e post operatoria del paziente in modo da dare chiare indicazioni chirurgiche e di provare statisticamente l’efficacia di ogni singola tecnica.

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