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MINERVA ORTOPEDICA E TRAUMATOLOGICA

Rivista di Ortopedia e Traumatologia


Official Journal of the Piedmontese-Ligurian-Lombard Society of Orthopedics and Traumatology
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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Ortopedica e Traumatologica 2012 Agosto;63(4):289-94

lingua: Italiano

Efficacia, sicurezza e tollerabilità di rivaroxaban nella profilassi tromboembolica dopo intervento di artroprotesi di anca e di ginocchio nella routine clinica

Falez F. 1, Di Minno G. 2,

1 Unità Operativa Complessa di Ortopedia e Traumatologia, Ospedale S. Spirito, Roma, Italia;
2 Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale, Università Federico II, Napoli, Italia


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Obiettivo. In uno studio retrospettivo condotto sui pazienti sottoposti a intervento di sostituzione di anca o di ginocchio, sono state raccolte le esperienze di un gruppo di Centri Ortopedici sull’impiego di rivaroxaban al fine di valutarne il profilo di efficacia e di tollerabilità nella routine clinica.
Metodi. Eleggibili per lo studio erano tutti i soggetti osservati in 17 centri ortopedici italiani di età >18 anni, di entrambi i sessi, sottoposti a intervento elettivo di protesi di anca e di ginocchio, trattati per la profilassi tromboembolica con rivaroxaban nel periodo compreso tra febbraio e giugno 2011. Nel luglio 2011 le cartelle cliniche dei pazienti eleggibili sono state riviste e da esse sono stati raccolti i seguenti dati: età, sesso, peso, body mass index (BMI, kg/m2), anamnesi patologica e farmacologica selezionata, tipo di intervento, tipo di anestesia, modalità di somministrazione di rivaroxaban, e l’occorrenza di eventi trombo embolici venosi (TEV) ed emorragici o altri eventi avversi (EA).
Risultati. Sono state raccolte informazioni su 501 soggetti (numero medio per centro 29,5, range 5-85). Di questi, 236 (47,1%) erano stati sottoposti a interventi di artroprotesi d’anca e 265 di ginocchio (52,9%), 176 erano maschi (35,1%) e l’età media era pari a 67 anni (range 31-91). Considerando tutti i soggetti in studio, la frequenza di eventi embolici è stata pari a 2 su 501 (0,4 %, LC 95%=0,1-3.3). La frequenza di eventi emorragici è stata pari a 11 su 501 (2,2%, LC 95%=1,2-4,4). Un totale di 28 soggetti hanno sospeso l’assunzione di rivaroxaban prima dei quaranta giorni previsti: in 9 casi la sospensione era dovuta a insorgenza di un evento avverso; nei restanti 19, alla non rimborsabilità del farmaco da parte del sistema sanitrario regionale. Vanno inoltre segnalati 17 eventi avversi, tra cui un caso di infarto acuto del miocardio (che ha portato alla sospensione di rivaroxaban), tre casi di prurito intenso (in un caso si è sospesa l’assunzione di rivaroxaban) e un caso di piastrinosi.
Conclusioni. I risultati di questo studio retrospettivo sono basati su una popolazione che rappresenta largamente le principali caratteristiche di pazienti che si sottopongono a chirurgia protesica di anca o di ginocchio nella routine clinica. In tale popolazione, rivaroxaban dimostra un favorevole profilo di efficacia e di tollerabilità.

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