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MINERVA ORTOPEDICA E TRAUMATOLOGICA

Rivista di Ortopedia e Traumatologia


Official Journal of the Piedmontese-Ligurian-Lombard Society of Orthopedics and Traumatology
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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Ortopedica e Traumatologica 2012 Giugno;63(3):193-9

lingua: Inglese

Analisi dell’effetto del fondaparinux sulla guarigione della frattura in un modello stabilizzato di frattura di tibia di ratto

Isik M. 1, Cebesoy O. 1, Subasi M. 1, Tutar E. 2, Baltaci Y. 3

1 Department of Orthopedics, Gaziantep University Hospital, Gaziantep, Turkey;
2 Pathology Department, Gaziantep University Hospital, Gaziantep, Turkey:
3 Physiology Department, Gaziantep University Hospital, Gaziantep, Turkey


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Obiettivo. Obiettivo del presente studio è stato quello di valutare i potenziali effetti del fondaparinux, una sostanza anticoagulante sintetica simile all’eparina, sulla guarigione di un modello di frattura chiusa di tibia di ratto.
Metodi. Quarantotto ratti Wistar di sesso maschile sono stati randomizzati in due gruppi (fondaparinux e gruppo di controllo, N.=24 per ciascuno). Una frattura trasversale medio-diafisaria chiusa è stata creata nella tibia sinistra dei ratti dopo l’inserimento di un filo di Kirschner da 0,8 mm nel canale midollare, in seguito ad anestesia profonda con 0,03 mg/kg di chetamina. Il fondaparinux è stato iniettato quotidianamente negli animali nel gruppo del fondaparinux per via sottocutanea iniziando 6 ore dopo la chirurgia, in accordo alle linee guida. La guarigione della frattura è stata valutata mediante metodi radiologici, istopatologici e biomeccanici alle settimane 2, 4 e 6.
Risultati. Le eparine a basso peso molecolare sono accettate al fine di esercitare un ritardo nella guarigione della frattura. Nel nostro studio, non abbiamo osservato alcun ritardo nella guarigione della frattura con il fondaparinux. Non sono state rilevate differenze significative tra i gruppi per quanto concerne la progressione dell’unione della frattura nei confronti settimanali (P>0,05).
Conclusioni. Il fondaparinux può essere utilizzato in pazienti con fratture delle ossa lunghe per prevenire la tromboembolia con la certezza di non ritardare la guarigione della frattura.

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